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Anonimo

Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.

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Tiziano Terzani

“Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.”

I veri amici dell’uomo

Ultimamente sto facendo caso in modo particolare e voglio fare una dedica ai migliori amici che un viaggiatore in bicicletta può trovare sulla propria strada, il cane. Non è vero che veniamo attaccati da cani feroci, veniamo “accolti” nel loro territorio e non sempre siamo attaccati, molto più delle volte veniamo “avvisati” di uscire dal loro territorio. Ultimamente ho viaggiato fuori Europa e mai a caso sento sempre la vicinanza di un altro tipo di randagio, un nobile e più acuto osservatore della strada, il cane. Noi viaggiatori in bicicletta siamo considerati dei randagi, persone che viaggiano cercando di socializzare, di conoscere usi e costumi dei paesi che percorriamo con il nostro semplice e lento mezzo e durante questo girovagare incontriamo anche tanti cani. Il più delle volte sono animali che vivono nelle periferie o nelle campagne ai limiti di villaggi dove sono perennemente alla ricerca di cibo per sopravvivere e non senza fatica. Cercano sempre un approccio, sono festosi e quasi mai invadenti o pericolosi. Spesso nei villaggi si dividono il territorio dove passano i turisti e li accompagnano nel loro peregrinare senza nulla chiedere. Ero all’estremità nord dell’Argentina e con amico avevamo deciso d’impiegare una giornata per fare un’escursione a piedi, su al Mirador di Iruya. Passando nel villaggio per fare provviste ci avvicina un cane. Scodinzola e cerca di fare amicizia con i suoi occhi pieni di paura. La paura viene dal fatto che in certi paesi del mondo non esistono “cani di famiglia”, cioè, cani con una casa, con un padrone che dà da mangiare ogni giorno e dove alla sera viene ricoverato al coperto e al sicuro. Sono tutti randagi e come dicevo vagano in cerca di un padrone momentaneo per dare incondizionatamente affetto, ricevere una carezza e magari qualcos’altro. Siamo diretti sul punto più alto dove il mio amico Tim vuole fotografare il paese. Il cane ci segue, ogni tanto viene vicino come per essere rassicurato e gratificato con una carezza. Gli parlo accarezzandolo, siamo due randagi, due esseri che si stanno dividendo in tranquillità un sentiero in alta montagna. Lui va un po avanti e subito ritorna indietro, ti sembra che perlustri il percorso e ti venga a dire che va tutto bene e che la strada è quella giusta. Con questo avanti e indietro fa il doppio del nostro percorso. Saliamo, facendo oltre mille metri di dislivello, una passeggiata di circa 5 ore, Lui non si ferma mai, è sempre li e ci controlla sempre, ma vedo che il timore di non essere gradito è scomparso dai suo sguardo. Un po di acqua, un pezzo di pane e fila felice come non mai. Cosa ci vuole per fare felice un essere cosi dolce! Di ritorno vediamo la sua titubanza nel passare nei territori di altri randagi ma si fa sentire, un abbaiare deciso fa allontanare gli altri cani e ci scorta nuovamente nel villaggio dove siamo partiti, qui ci ringrazia avvicinandosi, strusciandosi e scodinzolando, allora gli do qualcosa ma sembra che non la cerchi, e con i suoi occhi incredibilmente dolci si gira e corre via felice. Ricordando questo episodio divento un po triste pensando a quanti animali “vivono” cosi, di quanti ne ho incontrati nei paesi che ho girovagato in bicicletta. In America Latina, Africa, ed in molti paesi d’Europa dove purtroppo la loro vita è solo questa. Se vedi un cane che si avvicina, non perdere paura, Lui ha più paura di te!

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Alda Merini

Cerca di accettarti così come sei. Non cambiare per piacere agli altri. Chi ti ama accarezzerà le tue insicurezze. Chi vorrà starti accanto si accoccolerà alle pieghe della tua anima. Sii te stesso sempre. Fatti un dono vero, resta come sei.

Enzo Maiorca

Da subacqueo ma anche no ho un grande rispetto per un personaggio così! Proprio alcuni giorni fa passando vicino al vulcano Licancabur dove con i suoi quasi 6000mt ha nel suo cratere un lago della larghezza di circa 100mt e una profondità di 80 dove anni fa Jacques Cousteau aveva fatto delle immersioni molto particolari. Bello ricordarlo entrambi nel giorno della dipartita di Enzo Maiorca! Due enormi personaggi a cui devo il mio interesse per le immersioni!

È morto Enzo Maiorca

Vivere in sella….

Bello ricordare degli incontri che si hanno pedalando sulle strade del mondo. Ho conosciuto personaggi provenienti da ogni parte del mondo ma sopratutto con obiettivi diversi, ognuno con il chiaro intento di vedere, conoscere, acculturarsi e condividere esperienze. Ho incrociato l’altro giorno un ragazzo che mi ha raccontato del giro del mondo che sta facendo, Uwe si chiama, tedesco, ma cittadino del mondo. Mi ha raccontato tutto il percorso fatto e quello che presumibilmente farà. Pieno di entusiasmo, sorridente, aveva una bici come la mia senza fronzoli e non di marca , il solito bastone il quale ognuno di noi usa come cavalletto, ci siamo scambiati le info della strada e via ognuno verso la propria meta. Il ciclo viaggiatore e la strada, un binomio inscindibile come lo stesso desiderio di socializzare. Ogni volta che ne incrocio uno ci si ferma attraversando la strada, ci si saluta, provenienza, nazione, nome ecc. Ecco, sembrerà banale ma questo ha un gran significato e racchiude l’importanza della successione delle domande. Il saluto è importante ma lo è di più chiedere la provenienza perché da lì seguiranno tutte le info del caso. Difficoltà, approvvigionamenti e info varie quali cosa vedere, dove e cosa cercare e a chi rivolgersi comprese le difficoltà del caso. Poi sapere la nazione di provenienza vuol direi capire meglio una persona. È normale che ci sono popoli più sedentari e altri più esuberanti. Incontrare un tedesco per esempio ha un significato diverso dall’incontrare un Messicano e anche se il ciclo viaggiare appiattisce le differenze queste ad un occhio attento escono sempre fuori. Per ultimo si chiede il nome, ma non perché in futuro si saprà come chiamarlo, ovvio che dopo poco difficilmente lo si incontrerà ma per conoscere altro di lui. Parlare, spiegare, rispondere e proseguire avendo dato informazioni esatte, di prima mano, per mettere a conoscenza e a suo agio il proseguimento dell’amico appena incontrato. Poi ci si lascia e ognuno per la sua strada pronti ad incontrarne altri perché viaggiare in bicicletta ha un valore importante, un viaggiare lento dove si ha la possibilità di vedere molto più del viaggiare in treno, bus o auto, li la vacanza là si vede dal finestrino mentre in bicicletta ci si passa dentro!

Bici riciclate

Proprio un paio di anni fa mi fecero un articolo su come avessi ripristinato un paio di bici per me importanti. Non si tratta di bici di pregio, oppure, per me lo erano e lo sono tutt’ora ma non comprate con sacrificio, privando di denari alla famiglia dove le esigenze sono sempre tante, ma trovate. Una la trovai addirittura in un cassonetto e l’altra … quasi! Ecco la loro storia

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