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Parigi Brest Parigi del 2007. E’ strano ricordare un manifestazioni vissuta in modo cosi particolare come quella vissuta a distanza di dodici anni! Il motivo è molto semplice ed è “colpa” di un video che ho trovato in rete.

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Descrivere la Parigi Brest Parigi, la corsa più vecchia al mondo, di lunga percorrenza, non è una novità, in tanti l’hanno già raccontata. La feci nel 2007 , una Randonnee imperdibile a livello di esperienza personale. Questo video racconta con immagini un po di cose. Le bici tra le più originali, i personaggi incredibili che s’incontrano, la gente che sulle strade aspetta il passaggio dei ciclisti per incitarli, i bambini che ti chiedono “gimmi five”, tanta gente a tutte le ore, alcuni con la fisarmonica e la chitarra, famiglie con bambini che davanti a casa, davanti un camper o auto che sia offrono biscotti, da bere e chiedono di firmare il loro album dei ricordi, la mancanza di auto che volutamente evitano in quei giorni di percorrere quelle strade. Sono poco più di 1200 chilometri di passione, di emozioni e per alcuni di sfinimento fisico. Bello farla e altrettanto bello ricordarla!

Il video della Parigi Brest Parigi

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La benzina dell’anima

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Il viaggio è la medicina dell’anima, credo proprio il migliore anti depressivo. Nelle culture dei paesi visitati si possono “portare a casa“ gli strumenti necessari per curare il malessere e risolvere le ferite del passato. Il viaggio è una scuola di vita. Un viaggio in solitaria dona esperienze che nella vita di tutti i giorni a casa non si possono acquisire, lontano da casa s’impara presto a risolvere una situazione delicata e complessa, lavorando “dentro” noi stessi, questo libera forze incredibili e costrizioni assurde che ci sono state imposte da un’educazione rigida. Liberandoci dalla zavorra del passato ci sentiremo più leggeri. Impareremo molto dalla gente che incontreremo sulle strade del nostro cammino e la gente sarà li, pronta a farci trovare certi equilibri. Le loro esperienze di vita saranno d’ispirazione per la nostra, saranno la benzina dell’anima. Un viaggio in solitaria, dove non si hanno aiuti immediati, ci fa rendere conto di cosa abbiamo veramente bisogno, dell’essenziale per il nostro cammino. Ci rendiamo conto di quante cose inutili ci dobbiamo contornare nella vita abituale a casa, cose non necessarie e superflui e capiremo che la vera ricchezza non è il denaro ma l’esperienza di vita. Impareremo ad adattarci alle diverse situazione e le nostre paure scompariranno diventando la nostra forza per fare le scelte giuste. Svilupperemo un certa adattabilità ai continui cambiamenti, imparando a vivere in una realtà che ci trasforma continuamente. In questo il viaggio è una grande scuola di vita. Saremo pronti ai cambiamenti che nella vita di tutti i giorni non siamo ormai abituati, stesse abitudini, stessa strada per tornare a casa e stessi problemi. Poi appena avviene qualcosa che cambia le nostre abitudini siamo in difficolta perché non pronti al cambiamento.

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Emozionarsi

 

“Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo”  Aruki Murakami

Non perdere il gusto dell’avventura, la capacità di guardare gli altri negli occhi, i sorrisi che vengono dal cuore. Ogni volta che un’emozione ci attraversa il cuore vorrebbe fermarsi. Ma continua a battere, perchè nella vita accade ogni secondo.

Ma cosa sono le emozioni?

sono solo sogni o possono tramutarsi in realtà?

Le emozioni sono spesso definite come uno stato complesso di sentimenti che si traducono in cambiamenti che influenzano il pensiero e il comportamento. 

Per me cosa sarebbe la vita senza le emozioni che mi dona la bicicletta?

Per me un giro in bicicletta è la realtà che ritorna, facendo un giro lento, un giro nel nulla o tra paesini come non ce ne sono più.

Paesi che appena superi la prima casetta ai margini della strada impolverata e incontri lo sguardo del primo passante ti si apre un mondo che non c’è più, un mondo perduto.

Un mondo dove tutto scorre lentamente a differenza del nostro.

Un mondo che ha perso i valori fondamentali, quei valori che ti fanno apprezzare gli imprevisti e le difficoltà e allora cosa c’è di più bello e naturale poter fare un rewind almeno parziale, momentaneo, un tornare indietro negli anni……. dove i piccoli piaceri della vita partono proprio da tutto questo, un po come il cuore, lui non si ferma mai, non può fermarsi e noi non dovremmo mai nascondere le nostre emozioni. 

La Libertà

Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato

Che ha di fronte solamente la natura

E cammina dentro un bosco

Con la gioia di inseguire un’avventura.

Sempre libero e vitale

Fa l’amore come fosse un animale

Incosciente come un uomo

Compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche il volo di un moscone

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.

Come un uomo che ha bisogno

Di spaziare con la propria fantasia

E che trova questo spazio

Solamente nella sua democrazia.

Che ha il diritto di votare

E che passa la sua vita a delegare

E nel farsi comandare

Ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche avere un’opinione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche il volo di un moscone

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.

Come l’uomo più evoluto

Che si innalza con la propria intelligenza

E che sfida la natura

Con la forza incontrastata della scienza

Con addosso l’entusiasmo

Di spaziare senza limiti nel cosmo

E convinto che la forza del pensiero

Sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche un gesto o un’invenzione

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero

Non è neanche il volo di un moscone

La libertà non è uno spazio libero

Libertà è partecipazione.

Mi piace pedalare….

Credo di essere un ciclista a tutto tondo avendo partecipato a eventi e manifestazioni ogni volta diverse tra loro. Ognuna di queste mi ha dato quello che desideravo, perchè la bicicletta ti rende libero e sereno. Pedalare per me è la cosa che rilassa molto, tranne quando facevo gare amatoriali, almeno non in tutti quei momenti dove spingere sui pedali era l’unica cosa da fare. Mi piaceva meno la salita ma sapendo che dopo arrivava la discesa la faceva passare in secondo piano. Mi piace pedalare perchè puoi vedere tutto quello che il solo viaggiare lento ti da la possibilità di vedere. Pedalare nella campagna, nei paesi e il passare tra le case, tra la gente, ti fa cogliere i migliori momenti della giornata. Ti fermi per scattare una fotografia o acquistare un panino, un frutto …. riempire la borraccia alla fontana del paese e subito noti tra la gente la curiosità di sapere dove arrivi o dove sei diretto e li inizi a socializzare. Ho viaggiato spesso nel nostro bel paese. L’Italia sarebbe il massimo per un ciclista, tranne che per il traffico e l’alta concentrazione di auto esistenti. Ciclabili ce ne sono poche ma sopratutto manca la cultura della ciclabilità. Automobilisti che ti sfrecciano a pochi centimetri, arrabbiati e sempre con la pazienza al limite per la nostra sicurezza. Mi piace pedalare per tutto il tempo che ho a disposizione, da solo o in compagnia. Ho viaggiato in Europa, tanti paesi, laddove la sicurezza è al primo posto. Ricordo le strade della Danimarca, dove le ciclabili e le strade per le auto hanno la stessa larghezza, gli stessi semafori e tanto rispetto. In Francia dove a fianco dei tanti canali navigabili ci sono ciclabili ben tenute e dove esiste una rete di ciclabili che danno sicurezza a chi le fruisce e la possibilità di attraversare tutta la Francia senza incrociare strade pericolose. Ciclabili nate dal disuso di vecchie linee ferroviarie dove le vecchie stazioni sono state riadattate e adibite a servizi logistici, uffici d’informazioni del territorio e altro. Spagna, Austria, Germania, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Rep Ceca, i paesi della ex Jugoslavia, Albania, Grecia e Turchia ecc. ecc. Mi piace pedalare, perchè posso vedere tutto questo. Sono stato invitato a raccontare le mie esperienze di viaggiatore lento in bicicletta e con un gruppo di questi affiliato alla Fiab e al Cai mi hanno invitato a partecipare ad un giro organizzato di tre giorni per il loro soci. E’ stata una bella esperienza, tranne che per il meteo che ci ha costretti a variare il percorso lasciando lo sterrato dei boschi per un meno pericoloso asfalto. Viaggiare in gruppo per me è stato un’esperienza nuova, da rifare sicuramente, Grazie a tutti i ragazzi che mi hanno accompagnato in questo giro dove abbiamo condiviso tutto, pioggia, freddo e tre giorni conditi di tante risate. Bello socializzare, bello il viaggiare lento in bicicletta! 

Jigoro Kano

Nei miei viaggi ho fatto conoscenza di personaggi dalle più svariate estrazioni ed esperienze, tutti mi hanno lasciato qualcosa di bello. Ogni tanto li ricordo leggendo dei loro spostamenti o novità sulla loro esistenza. Oggi un amico Argentino mi ha mandato questa scritta copiandola sulla mia bacheca social. Quando ci si trova a sera davanti alla tenda, con il calore del fuoco escono frasi magiche ma semplici come questa

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Grazie amigo!!

Jackson Kiddard

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