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Il mio Cammino

Come succede sempre dopo un certo “viaggio” si cerca di fermare in parole certi ricordi avuti durante il percorso,  fatti luoghi ed incontri avuti. Io ho cercato di fare un “fermo immagine” raccontando i fatti più salienti dei giorni passati insieme a Lorenzo in mezzo alla Spagna sul

cammino-di-santiago-2008

PREMESSA e PROGRAMMA

 

Da tempo avevo già in mente il “ Camino di Santiago ”. Avevo parlato con persone che l’avevano fatto, letto libri e fatto ricerche in internet, quest’anno presentandosi l’occasione giusta, con un amico di altre avventure ciclistiche, ho provato a mettere in pratica tutti i dati raccolti e partire.

Partenza in auto da Crevalcore giovedi 12 giugno e arrivo a Bayonne la mattina seguente, dove abbiamo lasciato l’auto in un garage custodito vicino alla stazione del treno che ci porterà a St Jean Pied De Port fino al nostro ritorno, presumibilmente il 20 o al massimo il 21 giugno. La prima tappa d’avvicinamento da Bayonne al punto di partenza del cammino a St Jean Pied De Port prevedeva la bici ma ci abbiamo rinunciato per il poco tempo a disposizione. Avevo visto che c’era la possibilità di percorrere la bella ciclopista del canale Chemin de halage de la Nive fino alla vallata che portava a St Jean Pied De Port.

All’arrivo a St Jean P.d.P. dobbiamo recarci All’Accueil del Pellegrino dove diamo i nostri dati e dichiariamo le nostre intenzioni, il viaggio, la partenza e il mezzo scelto.

Ad ogni paese che ci ospiterà, dovremo timbrare il sello il quale comproverà il passaggio, cosi per tutti gli oltre 900km del percorso, all’arrivo a Santiago dovremo timbrare la credencial dove in seguito ci verrà data la Compostela la quale certificherà il nostro Cammino.

Con la Compostela ci dovremo recare alla messa apposita per i pellegrini arrivati in quel giorno dove verranno letti nomi, provenienza, mezzo e data la benedizione con il sacro rito antico.

 

1° tappa St Jean Pied De Port – Cizur Menor km 88.9 h5,16 media 16,8  vel.max 51.6

 

Per andare a Roncisvalles ci sono due strade, la via alta in mezzo ai boschi e la “carretera” , visto che è piovuto molto negli ultimi giorni ci sconsigliano di percorrere la via alta in bici perciò optiamo per la carretera!

La salita pirenaica è lunga ma diventa più lunga visto il tempo, infatti piove a dirotto.

Arriviamo in cima al passo e facciamo alcune foto, dobbiamo fare subito i pochi km che ci separano da Roncisvalles perché fa freddo, un vento gelido con la tipica pioggerellina del nord europa  ci mette i brividi cosi come siamo messi, bagnati dentro e fuori! Dopo esserci sistemati e coperti facciamo la lunga discesa pieni di dislivelli fino a Pamplona e verso Cizur Menor dove sostiamo.

 

2° tappa Cizur Menor – Azofra km 136,9  h 7,28  media 18,3  vel.max 62,1

 

Sveglia presto, ci prepariamo e …non troviamo nessun posto per fare colazione.

I bar sono tutti chiusi, la vita in Spagna inizia tardi e finisce altrettanto!

Seguiamo la conchiglia sulla carretera e dopo diversi km di saliscendi troviamo un bar dove ci fermiamo a fare colazione

Altra novità, gli spagnoli non si sa che ora iniziano a lavorare ma sta di fatto che quando noi arriviamo dopo 3 ore di sella a far colazione loro fanno un piccolo pranzo!

Salsiccia, uova e pancetta, patate arrosto o fritte e vino tinto!

Non essendoci altro chiediamo un bocadillo ( panino simile alla baguette francese ) con uova e pancetta! Non ne avevamo intenzione ma abbiamo fame!

Oggi bella giornata , c’è il sole anche se l’aria è fresca, clima ottimo per pedalare.

Nel trasferimento facciamo tappa alla cosidetta “cattedrale del pellegrino” di Eunarte dove facciamo alcune foto poi ripartiamo, dobbiamo fare provviste per la giornata di oggi e siamo incuriositi di vedere a Irache la fuente dè l’agua y vino. La fonte dispensa vino e acqua gratis!

Vuoto una bottiglietta di coca per riempirla di vino che porterò a Paolo e Florio in regalo.

 

3° tappa Azofra – Fromista km 161,9 h 9,10 media 17,6 vel.max51,2

 

Partenza come al solito per ultimi che non son neppure le 7 e 30! Ci copriamo per bene perché siamo un’ora avanti rispetto al clima dell’Italia, mentre di sera abbiamo un’ora di luce in più che da noi, la “paghiamo” alla mattina, qui è freddino!

Al bivio del cammino Lorenzo mi convince di prendere la caretera rispetto al cammino sterrato. Subito salita lunghissima ma “pedalabile” come si dice in questi casi, meta san domingo de la calzada per vedere “il miracolo della gallina che cantò da morta” !!!

Appena ripartiti inizia a piovere, arriviamo al passo dè l’Alto de Predaja fatto tutto con forte vento e sotto l’acqua. Giunti al passo ci facciamo delle foto e via per lunghi dislivelli arriviamo a Burgos, rimaniamo entusiasti della città ma soprattutto dell’immensa cattedrale.

C’è da dire a proposito delle cattedrali che lungo il Cammino di Santiago se ne trovano parecchie, sfarzosissime e enormi, specie nelle grandi città, sono attorniate da abitazioni che riprendono lo stesso stile formando una cittadella, mentre nei paesi seguendo la conchiglia passiamo sotto la porta d’entrata, la via “storica” percorre la strada fino alla chiesa del pellegrino per uscire dalla successiva porta, perciò chi segue tutto il cammino fa visita a tutte le chiese sul percorso. Questo indispone un poco Lorenzo che non vorrebbe andar per chiese ma alla fine si convince perché è essenziale non perdersi! Arriviamo all’albergue a sera tardi, su strade sferzate dal vento in mezzo al mais e una salita su sterrato veramente impegnativa oltre alla discesa molto pericolosa, poi a fianco del fiume un argine sterrato che ci vedrà volare letteralmente per arrivare in tempo.

 

4° tappa Fromista – La Virgen del Cammino  km 142,8  h 7,55  media 18,0  vel.max

 

Al solito siamo ultimi alla partenza perché i pellegrini a piedi partono alle 6 , noi ci fermiamo al bar per la colazione mentre alcune signore s’informano per l’autobus visto il tempo. Noi intanto dopo aver mangiato due brioches giganti con cioccolato e bevuto un caffè partiamo. La pioggia aumenta e spero che almeno non ci sia per oggi molto vento, ma su questo desiderio farò cilecca!

Avremo il vento contro per i restanti 100 km che ci separano da Leon! In programma la visita alla città e la cattedrale imponente e maestosa con navate laterali ricche di vetrate riccamente decorate.

La giornata passa con poche emozioni perché piovosa e con forte vento, siamo sulla meseta!

Arriviamo molto stanchi perché viaggiare in questo modo ci mette di malumore.

 

5° tappa La Virgen del Cammin – Vega de la Valcarce km139,8 h7,36 media18,3 vel.max59,4

 

Oggi c’è un sole splendido e forse per ripagarci della brutta giornata avuta ieri partiamo senza fare colazione, i bar sono come al solito tutti chiusi! Prendiamo la strada e finalmente con il sole e senza tutto quel vento filiamo veloci. Dopo un’ora di viaggio a medie non più abituati vedo un bar a lato  strada e chiedo a Lorenzo di fermarci per fare il pieno con una abbondante colazione!

Ripartiti facciamo amicizia con due italiani in bici. Arrivati ad Astorga ci separiamo ma ci ritroveremo per la seconda colazione in un bar in centro. Notiamo che nei bar la gente entra a consumare ma non vige il divieto di fumare nei locali pubblici e neppur l’educazione di riporre negli appostiti raccoglitori le cose da buttare, perciò a sera spazzano tutto “il tappeto” di schifezza che c’è sul pavimento. La seconda colazione aveva il motivo di ritardare il pranzo visto che dopo Astorga ci aspetta la salita per la Cruz de Hierro che con i suoi 1504mt è considerato il punto più alto. La salita è lunga ma non difficile, immersi nella tipica macchia mediterranea ripaga con uno splendido panorama e una vista mozzafiato sui versanti della salita e discesa. In vetta ci fermiamo e mangiamo del cioccolato seduti sul bordo strada ad ammirare il panorama ma presto ripartiamo. Appena dopo la croce c’è Monjadin dove abita Thomàs “ l’ultimo dei templari” come ama farsi chiamare. E’ una specie di eremita, dove a fianco della sua capanna fatta di povere cose ha messo dei ripiani di legno grezzo con sopra alcune cose da vendere, libri e cianfrusaglie anche di bassa provenienza. Discesa e poi pranzo diverso dal solito bocadillo perché il posto è veramente spettacolare e abbiamo fame. La vallata, un paese in riva al torrente, pensiamo di meritarci un pranzo speciale e visto il posto speciale ci sediamo a tavola in riva al ruscello. Finito il pranzo mi gusto la pipa su invito di Lorenzo e ripartiamo verso la vallata per riprendere quota verso la salita di domani che sarà altrettanto lunga. Poi riprendiamo a salire pian piano, siamo di nuovo in mezzo alla vegetazione dove il legname ammucchiato fa capolino in mezzo al bosco, il fiume inizia a formare mulinelli per l’approssimarsi della salita e questo vuol dire che siamo ai piedi della salita più dura O Cebreiro. Domani mattina avremo di che scaldarci con i quasi 20km di salita intanto Lorenzo ha scelto l’albergues e questa volta mi chiede di andare nell’albergues Brazilian.

 

6° tappa Vega de la Valcarce – Ribadiso km141,5 h8,07  media17,3 vel.max66,9  

 

Alzati presto saldiamo il conto che sarà il più caro di tutto il cammino e partiamo.

La salita subito è dolce per poi farsi più dura ma non eccessivamente.

Sono distratto fortunatamente dalla natura a macchia mediterranea, cespugli con grappoli di fiori gialli e profumi di resina, la vallata è tutta in fiore, un mare giallo incredibilmente profumato.

Siamo al paese di Pedrafita do Cebreiro a 1293 mt s.l.m. le case hanno tetti di paglia, basse e molto caratteristiche, abbiamo anche qui negozietti pieni di souvenirs e cianfrusaglie varie, facciamo una piccola sosta, alcune fotografie e ripartiamo.Abbiamo ancora l’ultima notte, siamo avanti con il mio programma che prevede l’ultima sosta prima di Santiago a Arzua.

Arriviamo più presto del solito perciò Lorenzo vuole andare a cercare un fotografo per prendere una “usa e getta” io vado da un ciclista per vedere se ha un copertone simile al mio, perché quello posteriore è molto consumato, non trovandolo penso che primo o poi dovrò usare quello da 23” che ho come riserva. Nel cercare tutte queste cose perdiamo la deviazione e continuiamo per la carretera provincial fino a che troviamo il bivio giusto, lo prendiamo decisi e finalmente siamo di nuovo immersi dentro ai boschi! Al primo albergue del pellegrino decidiamo di fermarci, hanno riadattato un vecchio borgo fatto di sassi di fiume dove sorge in riva al torrente d’acqua limpida.

7° tappa Ribadiso – Santiago  km53  h3,31  media15,0  vel.max59,1

 

Abbiamo imparato che il cammino di santiago è salvaguardato e tutelato sotto tutti gli aspetti, l’organizzazione, i prezzi ( molti albergues sono a conduzione municipal ) il rilascio delle credencial ecc. anche aprire una qualsiasi locanda sul percorso non è di facile soluzione, ci vogliono permessi che vanno al di la di un qualsiasi ambito commerciale, direi che il merito è ampiamente riconosciuto per l’impegno a tenerlo attivo e gli sforzi ottenuti si vedono.

Mi dispiace partire la mattina seguente da quel posto, tanto che tergiverso un poco ma il cammino sta per finire e con esso il viaggio.

Fino alla periferia di Santiago percorriamo la strada immersi in una fitta boscaglia piena di eucalipti, dobbiamo fare l’ultima salita fino al Monte do Gozo dove inizia a piovere, ci fermiamo per coprirci e poi scendiamo verso il centro di Santiago di Compostela.

Qui devo dire che insieme alla gioia d’aver finito il cammino sento che arrivando tutto ha fine!

Il viaggio iniziato sei giorni fa è già finito, siamo andati veloci, cosi carichi e con il tempo non proprio cosi fortunato, ma il tempo a nostra disposizione era quello!

La realtà in città è totalmente diversa da quella pace e tranquillità avuta sulle strade e boschi del cammino e la meta mi lascia un non so che di tristezza mentre arriviamo alla cattedrale di Santiago.

Ora ci aspetta la benedizione con la cerimonia dell’arrivo e la consegna della credencial.

Organizziamo il ritorno in autobus, più di 700km di fatica, poi dalla frontiera spagnola dovremmo fare una cinquantina di km in bici fino a Bayonne. Facciamo amicizia con due fratelli aretini, ciclisti di vecchio stampo cui condividiamo le ultime fatiche e i piaceri del ritorno festeggiandoci a vicenda in un bar a Bayonne prima di salutarci. Ora è proprio finita!

Andiamo al garage dove avevamo lasciato l’auto e via per i 1400km che ci separano da casa.

Abbiamo percorso in questi giorni circa 920 chilometri in armonia, anche se devo dire che il mio amico Lorenzo è meno viaggiatore di me ma più corsaiolo, ogni tanto lo dovevo frenare un poco.

Ha capito il mio spirito di “viaggiare” e anche lui si è adattato molto bene, ora gli ricordo la frase che mi faceva spesso durante i preparativi quando mi chiedeva “quanti km facciamo al giorno” ? io gli rispondevo sempre cosi: “ci alziamo, ci prepariamo e pedaliamo tutto il giorno, ci fermiamo per mangiare e via fino a sera“. Ecco, questo è il mio modo di viaggiare, per paesi, in mezzo alla natura, salite e discese non importa, basta pedalare con naturalezza e tranquillità guardandosi attorno!

 

Resoconto del viaggio:

Abbiamo percorso 920km in Bici, 2800km in Auto, 800km in Autobus  – Totale 5420km in 9 giorni                      Speso  €. 96 x Albergues, 172 x carburante, 140 x mezzi pubblici, 237 x autostrade, 350 x mangiare e bere, 38 x parcheggi – Totale €. 1033 in 2

 

 

 

 

11 risposte su “Il mio Cammino”

Salve, sento il bisogno di intraprendere il Cammino e per questo mi rivolgo a Voi, non prima di dire grazie a chi pubblica eventi di questo tipo, di fare i complimenti a chi Vi partecipa e cmq grazie per l’aiuto, mediante informazioni così utili e dettagliate, che viene dato a chi si cimenta per la prima volta in azioni di questa portata. Io non sò bene a chi arriverà questa mia mai, ma vorrei mettermi in contatto, se possibile, con Graziano per porgli qualche domanda .
grazie e cari saluti

Gino Calamita ( anni 61 cicloamatore di sabaudia LT )

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Ti ho mandato una mail in privato ma se non ti arriva posta pure qui, tutto quello che so è “toccato” con mano ed è a tua disposizione. Cosa vorresti sapere sul cammino in bicicletta?
ciao

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Siete Grandi… intraprenderò il cammino quest’anno… non so quando lo finirò… ma ho bisogno di iniziare un nuovo percorso…

Antonio 24 anni, Salerno

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Io vengo dalle randonnee e avevo sentito il bisogno di fare qualcosa di diverso, il cammino di santiago di compostela era l’occasione giusta, quest’anno ho provato a fare un viaggio in solitaria, con bici e tenda e mi ha dato altre emozioni, vale la pena ogni tanto di cambiare e se non ci si prova non lo si capisce, per me fai bene a provare! e se vuoi altre info chiedi pure! ciaoo

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CIAO CON MIO MARITO CI STIAMO PROGRAMMANDO PER PARTIRE FINALMENTE DOPO QUALCHE ANNO CHE CI PENSIAMO SPERIAMO CHE SIA ARRIVATO IL MOMENTO .VORREMMO ANDARE IN MACCHINA PERCHE PRENDENDO TUTTE LEE INFO ABBIAMO VISTO CHE IN DUE E PIU CONVENIENTE ……GRAZIE PER LE INFO …. IO SONO DI BOLOGNA ….

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SI DICEVO IN MACCHINA FINO A RONCISVALLE SIAMO UN Pò PREOCCUPATI PER IL PARCHEGGIO ……ANCHE NOI FAREMO IL CAMMINO IN BICI DAL 2/3 AGOSTO…… SO CHE NON E IL MASSIMO FORSE SARA TUTTO UN Pò AFFOLLATO MA NON POSSIAMO IN ALTRO PERIODO……..

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