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Bike

Io e la mia Corsica

Io, la bici, la tenda e un’isola
LA CORSICA

Premessa
Questo è un momento di riflessione, riflessione sul mio impegno ciclistico e sulla vita di tutti i giorni, vita che ti mette al cospetto con situazioni le quali basterebbe essere noi stessi, ponderati, attenti ma naturali e che lo stress non te lo permette.
Il mio viaggio in bici in Corsica ha voluto rispolverare un modo “antico” e naturale di passare la giornata, con ritmi normali e alla luce del giorno, senza lasciarsi prendere dai ritmi cui purtroppo ci siamo abituati oggi giorno. Il pedalare sulle strade Corse mette allegria, incoraggia a cambiare direzione tante sono le stradine verso paesini o luoghi particolari! Mi ero fatto un programma di base per poi svilupparlo man mano che passava il tempo o cambiavano le situazioni.

29/05/09 – Crevalcore – Livorno – Bastia – Macinaggio
Sono partito da Crevalcore alle 4.30 per arrivare a Livorno circa due ore e mezza dopo, l’andatura è volutamente tranquilla visto che le mie intenzioni erano quelle di non utilizzare auto ma al massimo il treno solo per l’andata, invece mi sono dovuto portare a Livorno in auto dove ho caricato la mia vecchia e fantastica bici da viaggio! Arrivo verso le 7,30 e vado direttamente al porto dove faccio il biglietto e trovo da sistemare l’auto. Scarico la bici e la monto con tutto quanto avevo preparato, borse e la sacca stagna dove tengo tutto l’occorrente per il campeggio. Sono tra i prima a salire nel “garage” del traghetto, la bici in questo caso arriva prima dei pedoni e passa davanti a tutte le auto! Lego allo scorri mano la bici con una fune e metto la catena, apro le borse, mi cambio per la traversata che durerà circa 4h e prendo alcune provviste. Durante la navigazione colgo l’occasione per dormire un pò, prendo una sdraio e sonnecchio tutto il tempo sul ponte. Appena arriviamo a Bastia scendo, sempre con il privilegio di essere fra i primi, ora ho la sola e ultima “preoccupazione” di trovare una cartina dettagliata della Corsica e dare inizio al mio tour. Bastia è fra le città della Corsica che mi piace di più, beninteso che le città non mi vanno molto a genio ma questa ha qualcosa che mi piace. Trovo quello che cerco e prendo verso nord, direzione Cap Corse – Macinaggio. Appena mi metto a pedalare sento subito la bici forse troppo carica e dovrò nei prossimi giorni essere bravo a bilanciare tutto il bagaglio per pedalare più rilassato, ho 40kg sotto di me! La strada si presenta un pò trafficata all’inizio, sono in periferia e nella zona del porto, auto e moto mi sfrecciano via e io decido per allontanarmi di una decina di chilometri prima di fermarmi a mangiare, via dalla pazza follia e via dal traffico. Decido per una bella spiaggetta con delle palme dove appoggio la mia Kastle, tiro fuori i panini preparati a casa stamani e inizio a rilassarmi contemplando la natura, sono ancor troppo vicino alla strada per sentirmi immerso nella mia vacanza ma faccio del mio meglio! Mi viene vicino un randagio, “viene fratello” gli dico, lui s’avvicina e mi prende dalla mano con delicatezza quello che gli offro, abbiamo lo stesso spirito e le stesse intenzioni. Riprendo e la strada si fa subito spettacolare. Capo Corso non ha traffico, certo il periodo giusto ma posti alla moda qui non ce ne sono, porti e barche importanti attraccano per la “vita” serale da altre parti, la strada segue la costa, mi fa vedere e sentire il profumo della macchia mediterranea con i suoi profumi e scorci incantevoli. Arrivo a Macinaggio e trovo il campeggio O Stazzu dove nel deserto delle piazzole mi viene detto dal gestore che posso andare a mettere la tenda dove voglio! Siamo in 5/6 tende in tutto, il campeggio è piccolo, poco distante dal mare, appena montato la tenda e sistemato faccio un salto al mare, è metà pomeriggio e un tuffo ci sta. Al ritorno una doccia fredda, mi vesto e vado in paese dove mangio, una fumatina di pipa mentre passeggio nel porto tra le imbarcazioni e alle 22.00 a nanna appena il sole cala tra le montagne ed il mare.                                                                                                                                          Campeggio O Stazzu Loc. Macinaggio €. 8,00 cena €. 12,00
Bastia – Macinaggio  Km 40.44 – Tempo sulla bici 2.20 – media 17,1 – v.max 47.2 Km/h

30/05/09 – Macinaggio – St.Florent                                                         
Nella notte sento qualche goccia di pioggia che bagna la tenda, smetterà al mattino presto e l’aria alzatasi per tempo asciugherà la tenda prima che la sistemo piegata nella sua sacca. Sveglia ( si fa per dire ) presto ma non troppo e mia premura visto che dove andrò oggi non ci sono negozi è di farmi le provviste anzitempo, non si sa mai! Subito inizia la strada a salire verso il Col S.Nicolas e arrivato al bivio di Saint Florent – Rogliano prendo senza pensare troppo per Rogliano dove la storia narra dell’imperatrice Eugenia che donò dal suo cofanetto personale la somma per costruire la strada che da Macinaggio dove aveva riparato causa un tempesta a mare, la nave imperiale di ritorno dall’inaugurazione del canale di Suez nel 1869, fece i 3 km in salita fino al paese di sera con tutto il seguito. La strada finisce alla Torre Franceschi sotto ai generatori eolici, la quale domina tutto Capo Corso e da li si vede benissimo Capraia e l’Isola d’Elba e si vede anche la strada dove purtroppo devo tornare fino al bivio per Saint Florent. Ridiscendo e arrivato al passo si apre uno scenario impressionante, un vista spettacolare sul versante opposto e preoccupante come fondo stradale,  l’asfalto segnato dal tempo e dalle perturbazioni. Con molta attenzione arrivo a Nonza dove prima del paese su di una collina a picco sul mare vedo la famosa spiaggia di sabbia nera. Piccola sosta e riprendo, la strada è tutta un su e giu e poco dopo mi devo fermare per mangiare, purtroppo contavo di trovare in paese un negozio che visto l’ora ha gia chiuso i battenti, dò fondo a quello che ho, biscotti, frutta  e acqua di fonte freschissima che visto l’ora e il caldo è fantastica. Mi rifarò stasera. Arrivato a Saint Florent e trovato il campeggio noto che c’è una specie di fiera, bancarelle e un certo traffico. Monto la tenda, faccio il bucato lo stendo e mi vado a lavare anch’io, la giornata non è stata faticosa ma abbastanza calda, perciò sento che non mi farà male sentirmi piu fresco! Piu tardi esco e troverò molto carino il paese nonostante tutto sto casino, Trovo una pizzeria affacciata sul mare e dopo cena faccio un giretto per il paese gustandomi la mia pipa. La gente è presa dai propri interessi, chi porta sulle giostre i bimbi, chi si ferma a fare passerella nei bar lungo il mare e chi come mè decide di tornare anzitempo ai…propri alloggi, poi decido una volta tornato al campeggio di finire la fumata in spiaggia che il calar del sole rende molto pittoresca.                                                                                                                                       Campeggio Kalliste Loc. St Florent  €. 10,40 cena €. 14,00
Macinaggio – Saint Florent  Km 82 – Tempo sulla bici 5.45 – media 15,2 – v.max 51,9 Km/h

31/05/09 – Saint Florent – Calvi                                                                       
Stanotte ha fatto freddo! Mi sono dovuto coprire con la felpa in pile e spero non piova, sarebbe veramente una sfortuna! Mi alzo e mi preparo per affrontare il mitico Desert Des Agriates, che del deserto non ha molto però è affascinante, prima vado al supermarchè dove faccio spesa, baguette, prosciutto e formaggio, biscotti, una bottiglia gigante di the e parto per la salita d’approccio. Il desert des agiate, una trentina di km senza ….niente! Natura, rocce e macchia mediterranea. A dire il vero ho trovato anche una fontana, anzi la “funtana” con le felci e tutto il resto, caratteristica la fontana, buona e fresca l’acqua! La giornata è di un sole limpido e clima secco, proprio adatta ad un deserto! Subito la salita si fa dare del lei ma non andando oltre i 500mt s.l.m. penso abbia fine presto e infatti arrivati in quota ci sono solo dei dislivelli. Passo il deserto e inizia la discesa verso Ile Rousse  . Il panorama è fantastico mentre il fondo stradale è pessimo! Devo fare molta attenzione a non prendere buche esagerate, c’è il rischio di finire fuori strada, rompere la bici e ..addio vacanza! Arrivo a Ile Rousse, il paese è carino, c’è il mercato e vista l’ora stanno smontando i banchetti, la gente è seduta fuori dai bar per l’aperitivo, gli assaggini collaterali sono di moda anche li, tiro dritto sicuro e mi dirigo verso il porto dove appeno dopo trovo una spiaggetta adatta per il mio pranzo. La bici sempre vicino a me, prendo il mio pranzo e mangio con i piedi nudi nell’acqua limpidissima, un tuono e alcune goccie, accidenti penso vuoi dire che si prepara per il pomeriggio? Finisco il pranzo e con calma olimpionica mi rivesto e parto. Calvi dove ho previsto la prossima sosta dista poco piu di 25km ma c’è salita ora e spero di non prendere un’acquazzone! Le nuvole dopo essersi fatte minacciose di diradano mano a mano finisce la salita, arrivo a Capu d’Occi e si apre davanti a me un panorama mozzafiato, bevo, mi metto la mantellina perché l’aria è sempre frizzante anche in pieno sole e inizio la lunga discesa su Calvi. All’entrata del paese vedo subito il campeggio dove mi sistemo e faccio le solite cose, registrazione, montaggio della tenda, bucato, doccia e mi preparo per andare a vedere Calvi roccaforte a picco sul mare con ai suoi piedi le case dei pescatori in altri tempi ora c’è il porto turistico con i soliti negozi, bar e ristorantini. Prendo un gelato e mi fumo un buon sigaro mentre guardo le operazioni di attracco delle imbarcazioni. Poi prendo la bici ora fin troppo leggera dai bagagli e vado a vedere il centro storico entro le mura della roccaforte. Cena e torno in campeggio mentre alla luce di una lampada di fortuna ripasso la tappa del giorno dopo. Mentre vedo la cartina noto che varrebbe la pena di allungare la tappa ma lascio al caso la decisione di fare cio.                                                           Campeggio Paduella Loc. Calvi  €. 9,00 spesa alim. €.  5,50

Saint Florent – Calvi’  Km 72,66 – Tempo sulla bici 4,19 – media 17,2 – v.max 60 Km/h

01/06/09  – Calvi– Sagona                                                                      
Dopo una notte piovosa, l’umidità mi è entrata nelle ossa e non vedo l’ora di prendere un po di sole ma la speranza sarà vana! Il tempo mi da tregua solo per la fase iniziale, lo smontaggio e per caricare la bici! Saldo il conto che rimane sempre al di sotto delle mia aspettative piu rosee e con la pioggia penso che un buon the caldo piu un paio di croissant mi facciano bene. Finito la colazione mi vesto con la mantellina leggera e parto passando per una boulangerie dove faccio provviste per la giornata. La strada s’inerpica fino a raggiungere in pochi km la cote sferzata daun  lieve vento laterale, inizia una pioggerellina sottile ma mi prende di buon umore e mi ritrovo a cantare. Vedo subito che si tratta di un pezzo di strada dal fondo sconnesso, buche e saliscendi la faranno da padrona insieme all’acqua ma iniziano a sorpassarmi dei ciclisti, ehila! sono italiani, sono una cinquantina, di Vicenza a piccoli gruppetti vengono avanti e mi sorpassano, viaggiano leggeri perché hanno organizzato il trasporto con un pulman che li aspetta piu avanti. Pedalo con alcuni di loro e mentre facciamo un pezzo di strada insieme ci raccontiamo le nostre aspettative ma poi ci salutiamo. Ogni tanto li vedrò fermi intenti a riparare dalle numerose forature visto il manto stradale pessimo! Arrivo alla fine della discesa ad un bivio che porta a Galeria dove pensavo di fermarmi per pranzo ma piove molto e dopo averla vista ritorno sui miei passi fino al bivio dove mi era lasciato con i vicentini. Ultima di loro arriva una “ragazza” di nome MariaGrazia che lasciata ultima mi affianca e poi si accoda visto il passo simile mi chiede di fare la salita insieme. Arriviamo al Col de Palmarella dopo 11km di salita resi piacevoli dalle chiacchiere e mi fermo per vestirmi per la discesa, ora l’asfalto è bello e la strada è ampia ma pericolosa per il fondo bagnato e pieno di buche d’acqua. MariaGrazia ha paura in discesa mentre io cosi carico devo stare attento ai freni che in queste condizioni sono al limite della sicurezza e prendo subito velocità. Arrivo a Portò e ci salutiamo, qui avevo previsto di fare tappa ma piove a dirotto, mi fermo sotto ad un tettoia di un bar chiuso e mangio, decido poi di allungare la tappa per guadagnare un giorno visto che il tempo non è clemente e mi scoccia di dover monmtare la tenda sotto una piaggia cosi copiosa. Riparto di nuovo in salita sotto l’acqua e inizia la salita verso i calanchi di Piana dal 1983 inseriti di diritto come patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La salita è lunga ma spettacolare, il bosco prima e poi i calanche che ogni tanto fanno capolino tra i pini, quando si arriva al passo la strada si fa strettissima dove non c’è possibilità di sosta e dove si deve stare attenti anche in bici quando s’incrociano le auto. Un chiosco per i turisti rovina un po lo spettacolo ma i calanchi con la rossa roccia tipica del luogo sono meravigliosi, assumono forme strane che il vento e le perturbazioni salendo dal mare ha reso uniche, penso anche che sotto di me a 400 metri c’è un mare turchese, laggiu dove solo per via mare ci si puo avventurare. Passo il paese di Piana e inizia una lunga discesa molto bella e tecnica finalmente con una strada sicura e liscia! Proseguo verso Cargese pensando di trovare un alloggio perché ho la tenda bagnata fradicia, io peggio e nessun campeggio, non trovo niente e intanto inizia a splendere un bel sole, il caldo mi asciuga e visto che sono le 18 penso di proseguire fino a Sagona dove spero di trovare un campeggio. Prima del paese trovo un supermarchè dove faccio provviste per la sera e vado in campeggio dove troverò chiuso la mi danno ugualmente la possibilità di montare la tenda dicendomi d’andare l’indomani a regolarizzare la mia posizione. In campeggio mentre monto la tenda reincontro due romani che avevo sorpassato insieme alla MariaGrazia e iniziamo a scambiarci informazioni varie, faccio le solite operazioni e per ultimo come sempre scrivo il diario della mia giornata.                                                                                                        Campeggio  Le Sagone Loc. Sagona €. 9,00 Spar Sagone €. 13,50
Calvi – Sagona  Km 133,67 – Tempo sulla bici 7,56 – media 17,4 – v.max 55,5 Km/h

02/06/09 – Sagona – Propriano
Dovrei alzarmi prima la mattina ma rimango volentieri a poltrire nel sacco a pelo fino alle 8,00 e poi poco a poco inizio a mettere via le cose nelle borse, ma verso le 9,00 sono già pronto per salire in sella e pedalare tutto il giorno. Oggi sono partito e non ho neppure fatto colazione perché pensavo di fermarmi in paese ma poi non ho trovato le condizioni che a me piacciono. Verso l’ora di pranzo, decide il mio stomaco perche non avendo orologio non so di preciso l’ora, mentre pedalo sulla strada principale intravedo una viuzza laterale dove si vede una piccola spiaggia libera ridosso a due piccole casine e protetta da occhi indiscreti. Oggi c’è il sole e il cielo è bello e limpido come l’acqua che ho davanti a me, perciò decido di spogliarmi indisturbato e fare un tuffo nel mare cristallino in mezzo agli scogli levigati dal moto ondoso. Poi mangio, baguette e jambon non mancano insieme al formaggio, come dolce biscotti al cioccolato poi mi concedo anche un buon sigaro mentre disteso prendo il sole. Ripartenza versa la salita piu dura di tutto il tour, dove un cartello segnala addirittura il 19%. Fa molto caldo e mi levo anche la maglietta rimanendo in canottiera traforata, faccio diverse soste perché la bici molto pesante e la pendenza notevole che con questa temperatura mi fa sudare molto. Arrivo a Vulpaja dove con mio intenso piacere vedo solo strade in discesa fino ad Ajaccio. Passare questa città non è piacevole, si deve pedalare anche in tangenziale ma per pochi km e passo oltre. Oggi mi sono ripromesso di recuperare la seconda parte della tappa che insieme a quella di ieri mi farà recuperare un giorno. A 15 km da Propriano faccio una deviazione verso la zona archeo-preistorico di Filitosa che visito e poi torno indietro verso Propriano dove arrivo in campeggio, sbrigo le solite cose e ceno in pizzeria, un gelato e la mia immancabile fumata di pipa e vado in tenda per scrivere il diario.                                               Campeggio Tikiki Loc. Propriano 02-06 €. 9,80 cena €. 14,00 Spar Porticcio €.  2,70                          
Sagona – Propriano  Km 114,64 – Tempo sulla bici 7,22 – media 16,4 – v.max 59,4 Km/h

03/06/09 – Propriano – Fautea
Oggi ho fatto tardi e parto alle 9,30 dopo colazione. Oggi non pensavo di dover fare delle salite impegnative e infatti sbagliavo! Avevo visto male sulla cartina, dopo 5/6 km la strada inizia con dei mangia e bevi impegnativi visto la mole della bici per poi salire fino ai 500mt di Sartiano. Arrivo al paese e vedo un altro cartello che avverte di una salita al 17%. Il muro del pianto! La bici è veramente stracarica e nonostante adoperi il massimo rapportino, il 32×30 mi fa penare. Il passo è lento ma proseguo con calma e raggiungo anche quell’obiettivo. La zona che sto facendo è brulla, molto ondulata e anche oggi fa molto caldo, comunque ho davanti a me un tratto di 30/35km dove non troverò niente di particolare, sono lontano dalla costa ed a 500mt s.l.m. Mi sono abituato a provvedere in anticipo visto la conformità e l’impossibilità di approvvigionarmi di alimenti e liquidi. Giro sempre con una borraccia da 1litro più una bottiglia di 2litri, con baguette e jambon per ogni evenienza! Non voglio trovarmi impreparato. Dopo un paio di ore arrivo a Pianottoli-Calderello e torno a vedere il mare, ma la meta per il pranzo è Bonifacio perciò proseguo deciso. Il mio stomaco dice chè è arrivata l’ora di pranzo! Decido di fare alcune fotografie visto che non c’è nessuno in giro data l’ora e vado in alto sui bastioni di Bonifacio dove una lieve ma gradita brezza marina e con i faraglioni come sfondo consumo il mio pranzo. Bonifacio lo vidi quando appena ventenne venni con un’amica traghettando da Santa Teresa di Gallura di passaggio per Bastia, me lo ricordo bene ma non avevo visto il piccolo borgo affacciato sullo stretto del mare tra la Corsica e la Sardegna. Una passata anche al porto e via verso Porto Vecchio. Qui c’è un’unica strada dove non so dove, leggevo che le auto sfrecciano veloci e pericolose, infatti mi ero documentato bene! La strada è veloce, con lunghi tratti in leggera discesa e altrettanto in salita. Dopo alcuni km mi passano dei ciclisti francesi che hanno un passo poco più veloce di me e mi accodo sfruttando cosi la loro scia fino a Porto Vecchio, risultato 25km fatti a velocità sostenuta senza fatica. Bello il paese leggermente in altura rispetto al porto che visito curiosando qua e la, non si sa mai che ci voglia venire in camper un giorno o l’altro. Proseguo e la strada passa lontano dal mare, cosi decido che appena ritornerò a vederlo il primo campeggio sarà il mio. E cosi è! Penso di essere a Solenzara ed invece sono a Fautea, insenatura incantevole, molto bello sia come campeggio che come posto, solo che m’accorgo di non aver previsto per la cena. Sono lontano da qualsiasi paese, nessun negozio nelle vicinanze e non mi va di proseguire e neppure di ritornare indietro per fare spesa, il proprietario del campeggio mi fa notare il ristorantino sulla spiaggia e cosi decido di passare una serata differente da quelle fatte fino ad ora, stasera sarò servito, peccato che non possa condividere con nessuno questo “lusso”! Dopo aver sbrigato tutte le incombenze del caso mi preparo per la cena e mi avvio a piedi lungo la spiaggia, la sorpresa è che il ristorantino è posizionato in un posto ancora piu incantevole del campeggio e i prezzi sono abbordabili, menu con specialità locali, antipasto e primo mentre per il secondo decido per un più appropriato filetto ai ferri, dolce della casa e prezzo appena sopra quello di una pizza! Ogni tanto ci si deve lasciare andare, poi se ne vale veramente la pena ancor meglio! Noto che appena di fianco a me ci sono una coppia che avevo notato in un paese vicino, una coppietta di ciclisti penso inglesi, lui con i capelli lunghi e biondi portava la bici trainando un carrello strapieno di roba e lei con la sola bici. Evidentemente sono arrivati fino li anche loro, magari hanno tagliato prima di arrivare a Bonifacio passando per l’interno e risparmiando parecchi chilometri. Sono poco distanti da me e vedo che si tengono la mano sotto il tavolo, lei magrissima e bianchissima di carnagione, sorridente come se lui l’avesse portata in …paradiso. Infatti il posto è idilliaco, sul mare, con lo sciabordio delle onde e la leggera brezza. Faccio finta di niente ma sono felice per loro. Dopo cena, preparo la pipa e tornando in campeggio l’accendo, arrivo e trovo alcune persone intente a giocare a bocce alla francese nel piazzale del campeggio, mi fermo fino alla fine della partita e salutando torno in tenda dove ne approfitto della luce vicino per scrivere il diario finche mi si chiudono gli occhi e vado a letto. Oddio, l’andare a letto è utopistico, semmai passo dalla posizioni di seduto a coricato ma il panorama sulla spiaggetta e con lo sfondo il ristorantino sul mare è quanto di meglio potessi desiderare in quella situazione, sarà anche la prima cosa che cercherò la mattina successiva.                                                                                                                                          Campeggio Fautea Loc Fautea 03-06 €. 10.40  cena €. 23,00 Spar Pianottoli €.  2,50
Propriano – Fautea  Km 111,55 – Tempo sulla bici 6,05 – media 18,3 – v.max 67,5 Km/h.

04/06/09 – Fautea – Lido de La Marana
Sono restio a partire da questo campeggio da favola. Ieri mi sono “adattato” con una piazzola a terrazza e a pochi metri dal mare, devo dire che sono i posti che prediligo, poi l’insenatura dove è situato il campeggio ha una spiaggia con alcuni scogli ai lati dove si possono fare delle ottime apnee, snorkeling e nuotate. Vado alla reception che comprende, il bar, una scrivania e il banco dei gelati, il tutto in 15mt quadri dove mangio due croissant e prendo un the, pago il conto, totale ben 11,5 euro colazione compresa! E pensare che una volta la Corsica veniva considerata molto costosa. La partenza è difficile ma oggi devo arrivare molto vicino a Bastia per poter prendere il traghetto il mattino del giorno successivo. La strada che mi aspetta non è uguale a quelle fatte fino ad ora, lunghi rettilinei, auto che sfrecciano pericolose, lunghe salite e altrettanto lunghe discese, la costante è una strada con dei drittoni che demoralizzano, speriamo che non ci sia il vento contrario. Forse  non essendo più cosi panoramica rispetto ai giorni precedenti la strada diventa monotona, il caldo anche se mitigato dal vento si fa sentire e i pochissimi tratti di ombra o quelli in discesa sono rari. Arrivo ad un cartello che indica un paese e la necropoli di nome Aleria, è un sito storico e segnalato e come ogni volta prendo in considerazione subito di fare una deviazione. I problema è che tardo e successivamente non farò in tempo a “fare la spesa” dovendo arrangiarmi ad un distributore per l’acqua e un bar per un panino. Il paesino ha nella piazza centrale una chiesa con a fronte il forte di Mantra, costruzione in stile arabo e tutto contornato da palme, mi siedo al fresco sullo scalino e dalla porta principale ne esce un signorotto vestito in perfetto stile inglese che in giacca con foulard sotto alla camicia accompagna alcuni personaggi ad un auto con autista, subito avendo lasciato aperto il portone principale alcuni motociclisti arrivati insieme a me fanno capolino per curiosare e a poco a poco entrano mentre il signorotto ne prende atto risolvendo da vero gentleman e con umorismo gli fa segno di prendere le chiavi per chiudere appena finito. Proseguo e arrivato al primo paese trovo un bar per mangiare. La strada che avrò da percorrere nel pomeriggio sarà sempre uguale, la tappa odierna è monotona, solo alcuni posti da vedere e neppure tanto interessanti, solo il mio modo di affrontare la giornata è positiva perciò arrivo a metà pomeriggio al bivio per i stagni di La Marana. Avevo visto che a Bastia essendo una città sarebbe stato meglio arrivare alla mattina per visitarla e poi alle 13 prendere il traghetto perciò dirigo sul campeggio dove pensavo di passare l’ultima notte in Corsica. La zona è  meno bella rispetto a quella vista nei giorni scorsi e perciò tiro dritto con decisione e mi dirigo al campeggio. Mi registro e faccio le cose che sono diventate un’abitudine a quest’ora, monto la tenda, faccio il bucato, stendo e vado a fare la doccia, mentre mi riposo decido di scrivere i miei appunti seduto davanti alla tenda quando passa un olandese che sta per iniziare il giro della Corsica in bici da solo e scambiamo quattro chiacchiere. Gli do informazioni sul percorso e non finisce piu di farmi domande, ho capito cosi che quello doveva essere il suo primo giro importante. La sera dopo cena mentre seguo il suono di un concerto degli U2 arrivo in uno spazio dove c’è un megaschermo e vengo chiamato dall’olandese che insieme ad un’altra coppia segue il concerto, mi unisco a loro e seguiamo il concerto chiacchierando ogni tanto. La giornata ha fine e la mia vacanza pure.                                                                                                                 Campeggio San Damiano loc. Lido de La Marana €. 12 spesa alim. €.   4,90
Fautea – Lido della Marana  Km 126,14 – Tempo sulla bici 5,56 – media 21,2 – v.max 45,6 Km/h.

05/06/09 – La Marana – Bastia – Livorno – Crevalcore
Oggi me la prendo comoda e mi preparo, smonto la tenda con cura, carico le borse sulla bici e ripongo tutto il resto nel sacco stagno. Pago il conto e dopo aver fatto spesa al supermarchè inizio a pedalare verso Bastia. Il centro della cittadina è faticoso per un ciclista, superstrada per accedervi, strade con ripide salite, ma arrivo e decido che prima faccio il biglietto e poi mi guardo attorno. Una cosa che mi ha colpito è quando arrivando in una grande piazza vedo un assembramento incredibile di ragazzini e ragazzine, insegnanti e genitori, al centro un capannone con i lati scoperti e sotto una fila interminabile di tavoli. Vado piu vicino e sui tavoli noto delle scacchiere, un cartello mi chiarisce tutto “campionato scolastico di scacchi”. Incredibile quanti ragazzini entro i 10 anni ci sono liberi dentro alla zona recintata per motivi di sicurezza. Arriva l’ora del traghetto e m’avvio verso la banchina dove m’imbarco. Sarò il primo a salire e anche il primo a scendere, sul ponte mi accomodo sulla sdraio e cerco di posizionarmi bene, mangerò e dormirò anche se il tempo si mette al brutto, arrivo a Livorno e scendendo dal traghetto ripenso a quando nella stesso posto del porto ci sono salito alcuni giorni fa. La temperatura si abbassa e inizia a piovere facendomi sbrigare nelle operazioni di smontaggio della bici mentre la carico sull’auto. Appena in tempo e inizia a piovere piu forte mentre mi allontano dalla zone del porto e mi dirigo verso casa. La vacanza è finita, è stata voluta con tutte le mie forze e vissuta come da molto tempo desideravo. Io, la mia bici, in modo spartano seguendo una traccia su di un’isola che non conoscevo bene, ora so cosa cercavo e spero di averla trovata.
La Marana – Bastia  Km 21,55 – Tempo sulla bici 1,05 – media 20,3 – v.max 38 Km/h.
(totale km nelle tappe in corsica 702,65 in generale 716 dalla partenza)

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