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Il mio Peloponneso

Siamo alla fine di maggio e sono pronto per iniziare il viaggio che ogni anno faccio in solitaria, la bici come unica compagnia e tenda! Farò il giro del Peloponneso in senso antiorario, la distanza dovrebbe essere poco più di un migliaio di km con otto giorni pieni e due mezze giornate, con una media giornaliera di oltre 110km. Il programma che ho messo a punto prevedeva che io partissi in bici direttamente da casa per andare a Castelfranco E. dove in treno avrei raggiunto Ancona per prendere il traghetto ma all’ultimo visto la difficoltà del programma, ho deciso per recuperare due giorni di andare ad Ancona in auto, parcheggiare a Torrette e fare in bici i pochi chilometri che rimangono per arrivare al porto. In questo modo “recupero” il giorno di partenza e quello di arrivo. Infatti mai più giusta fu questa decisione.  Ma partiamo dall’inizio. Sono in piscina e mi sto dando da fare visto che tra due giorni apre la stagione estiva, I lavori sono praticamente finiti e io tra poco uscirò dirigendomi verso la mia vacanza quando non vedo un ostacolo e sbilanciandomi finisco in acqua. Sbatto con la schiena sul bordo vasca schiacciando gli occhiali dentro alla  sua custodia di metallo, in tasca ho il cellulare preparato per il viaggio, memoria per le foto del viaggio e mappe della Grecia in più tutti gli appunti sulle strade che devo percorrere! Subito mi lascio prendere dal panico ma poi cerco di calmarmi, il nervosismo non mi fa sentire il male alla schiena e neppure la botta alla caviglia. Sono attimi un pò concitati ma con calma decido freddamente cosa fare. Vado a casa a prendere la macchina fotografica, un altro cellulare con il carica batterie e delle pastiglie antidolorifiche! Il traghetto ce l’ho alle 15 ad Ancona, ok, si parte! Mentre viaggio in autostrada cerco di mangiare e arrivato ad Ancona, trovo il parcheggio che avevo visto con google maps, scarico tutto e mi preparo per la partenza, vado al porto, faccio i biglietti, “open” per il ritorno cosi non devo decidere la data precisa e vado al porto appena in tempo per salire per primo con la bici come il solito. Prima le bici, le moto, i tir e via con tutti gli altri mezzi in ordine d’ingombro. Lego la bici lucchettando in due punti e metto nello zainetto  le cose per le 22 ore di traversata, un libro, un pile, i pantaloni lunghe, un paio di calze tubolari da mettere ai piedi con i sandali in caso di freddo notturno, il mio quaderno degli appunti dove ho tra l’altro gli ultimi viaggi fatti, il cellulare rotto perchè durante le 22 ore di ozio vedrò se riesco a fare un intervento riparatore. Il viaggio in traghetto non è stato tanto noioso, avevo un sacco di cose da fare, dovevo attingere dalla mia memoria gli appunti messi sul cellulare, mangiare, riposare ( ne avevo molto bisogno ) e studiare il da farsi.

Primo giorno! Arriviamo a Patrasso dopo aver fatto scalo la mattina presto a Igoumenitsa, sono le 14, bene, vuol dire che oggi pomeriggio ho 5 ore per pedalare fino a Kastro-Killinj. Uscendo dal porto mi dirigo verso ovest tenendo il mare sulla mia destra ma le strade sono caotiche, pericolose e dissestate! Molte le deviazioni per i “lavori in corso” vari cartelli indicano la statale ( superstrada ) per Pirgos ma quella non la voglio fare assolutamente ma poi capisco che non ce nè un altra e a malincuore ci inizio a pedalare con foga quasi che mi voglia levare prima possibile da li. Arrivo al bivio per Kastro-Killinj dove avevo deciso e il contachilometri ne segna 50, incredibile viaggiare su questa strada dove i tir e le corriere viaggiano sulla corsia di emergenza e ti sfrecciano a 20 cm da te! Viaggio con un occhio alle spine dei rovi sul lato destro e l’altro sullo specchietto per prepararmi agli arrivi veloci. Qui la strada si fa più tranquilla, stretta ed in mezzo agli ulivi poi inizia la salita, sono le 18  ho ancora un trentina di km ma almeno mi posso rilassare e gustarmi il panorama. Scelgo un campeggio in base alla sua posizione sulla cartina sulla via della tappa che farò domani e sul nome, importante che sia sul mare perche per ora non ne ho visto tanto! Arrivo verso le 19 e 30 al campeggio Melissa, piccolo e carino, mi rimane di montare la tenda, cenare  e poi a nanna!  Una signora anziana mi prende i documenti e mi dice d’andare dove voglio. Credo di trovare piazzole vuote ma sbaglio, il campeggio non è pieno, oltre la metà è occupato da cartellini con prenotazioni e relativa data, ne scelgo uno vicino al mare occupato solo per i giorni oltre alla mia permanenza. Nel campeggio ci sono tedeschi soprattutto, ma anche francesi e olandesi, più tardi dopo cena facendo una passeggiata incrocerò anche 2 coppie di italiani in camper che mi sconsigliano vivamente di recarmi ad Atene visto quello che sta succedendo e nel caso di dicono di andarci ( in bici ) in autostrada che è più sicura, incredibile!!

Oggi ho fatto PATRASSO – KASTRO/KILLINI di Km 78.77  in 04 ore e 07 minuti alla media km h19.00 con una velocità massima di 52.5 grazie ad alcune discese mozzafiato dove finalmente vedo il mare ma dovendo tenere d’occhio la strada perché molto impegnativa, questa è la Grecia!

Secondo giorno! La  mattina si dovrebbe partire presto visto il caldo che c’è ma la prendo comoda, smonto la tenda, preparo le borse e caricato la bici parto tranquillo. La strada per un pò di km è un saliscendi continuo e a tratti anche impegnativi, con il carico che ho non posso di certo fare le corse però mi gusto i paesini dove passo. Arrivo sulla provinciale e siamo da capo, la superstrada a due corsie che ho odiato ieri! Oggi ne dovrò fare di più! Sapevo che questi due giorni per un totale di 250km circa non erano sul litorale e me ne mancavano ancora molti e soprattutto sulla statale a percorrenza veloce e trafficata!. La Grecia rispetto alla Corsica che ho fatto lo scorso anno è meno “godereccia” dal punto di vista del paesaggio, molto più afosa e caotica, ma ogni posto ha un suo lato positivo. Finalmente arrivo a Kyparissa e la superstrada continua per Kalamata tagliando all’interno mentre io vado verso il primo “dito”. Strada meno trafficata, vedo un sacco di camion e pick-up con operai intenti a caricare e scaricare cocomeri, tanti come non ne ho mai visti. Prima li raccolgono, li sistemano sui trattori e poi li trasferiscono su tir pronti per trasferirli ai mercati, magari anche oltre frontiera. Un lavoraccio! Mi ricordano molto i neri d’America o meglio dire gli schiavi. Faccio una deviazione per Kalo Nero dove avevo letto di un posto fantastico e rimango deluso, peccato, intanto cresce in me sempre più la voglia di mare! Arrivo a Pylos dove trovo il campeggio Erodios, carino ma soprattutto vicino allo stagno di Gialova di qua e il mare con la stessa forma di là, domani lo andrò a vedere, mi registro e pago 11,50 euro, vado al self service dove mangio come un re e poi a nanna! Intanto sta Grecia continua a non piacermi!

Oggi ho fatto KASTRO/KILLINI – PYLOS ( Gialova ) di Km 158,32 in 8ore e 53minuti tenendo una velocità media di km h18,5  con una velocità massima di 60,5

Terzo giorno! Uscendo dal campeggio vado verso lo stagno, è alquanto paludoso mentre di fronte il mare o meglio l’insenatura perfettamente rotonda è magnifica. Questo lo scenario,  da una parte lo stagno e dall’altra il mare interno perfettamente rotondo e con una sabbia finissima, una piccola divisoria e al di la il mare aperto! Uno spettacolo della natura! Ritorno sulla statale che non è più trafficata come sulla superstrada ma si alterna tra i paesini sul mare. Qui ha inizio il primo dito e con esso le salite ma con questi scorci ne vale veramente la pena sudare. Fa molto caldo ma l’aria è priva di umidità, non riesco a vedere il mio sudore tanto che inizio a cospargermi di crema protettiva contro le scottature ma invano. Verificherò che il sole è micidiale nonostante io sia già bello ( si fa per dire ) abbronzato. Scottature sulle spalle e alle braccia con un moltitudine di bollicine d’acqua che ogni giorno rompendosi mi causano un prurito micidiale. La salita dura 3 ore e appena arrivo al paese di Koroni mi fiondo in acqua, sono le 14 e il sole ce l’ho dritto sulla testa. La spiaggia è di ciottoli e ammiccando per il male ai piedi martoriati raggiungo l’acqua. Mangio e mi corico su dei massi, riuscendo addirittura a fare un pisolino. Riprendo il viaggio, si annuvola e l’umidità ora è aumentata di molto, ora si che si suda per davvero! La meta è Kalamata dove trovo un paese con una passeggiata ed un via vai tremendo ma vado alla ricerca di un campeggio. Sono quasi alla fine della strada quando vedo una specie di cartello con scritto “camping e hotel” ??????? entro e vedo un signore anziano che annaffia delle piante di aranci e limoni il quale mi conferma che il camping è proprio li, nonostante non veda nessuno altro pago 7 euro e pianto la tenda sotto degli aranceti. Più tardi farò la doccia in un bagno che ha dell’incredibile tanto che faccio delle foto perché non ci posso credere che possa esista un posto cosi! Il signore su mia richiesta mi “consiglia” un posto per mangiare vicino e visto la mia stanchezza mi dirigo a passo svelto. Questa giornata è stata incredibile e la voglio finire al più presto. Il posto consigliatomi è veramente incredibile ma in positivo al contrario del camping. Panche e sedie di legno, tavoli grezzi e lampade fatte con pezzi di legno grezzo e levigato dal mare riescono a creare un ambiente povero, naturale, ma molto caratteristico. Sono solo a cena ma non importa, mangio molto e benissimo, spendo 15 euro, meglio di cosi questa giornata non poteva finire anche perché mancava che finisse in altro modo! Vado in tenda e dormo il sonno dei giusti.

Oggi ho fatto PYLOS ( GIALOVA ) – KALAMATA  di Km 109,85 in 7ore e 52minuti alla velocità media di km13.9  con una velocità massima di 61.0

Quarto giorno! Come la solito la partenza è “comoda” ma senza esagerare! Oggi inizierò il secondo dito. Non credevo di fare cosi tanta fatica in salita ma il caldo e tre salite toste più un carico come ho lasciano il segno e mi ritrovo sfiancato. Dopo una cinquantina di km mi fermo per fare un bagno, il caldo opprimente svanisce dopo un tuffo nel mare più azzurro che ci sia e dopo mangiato riprendo a pedalare con più vigore. La strada è fantastica, sono ad un palmo dal mare in continui saliscendi, insenature e spiagge idilliache, arrivo in un paesino, oddio, proprio un paesino no , diciamo 3 case e una stradina cementata che passa tra il mare e le case, appena finisce il paese la strada diventa sterrata e inizia la salita, qui capisco che “forse” ho sbagliato direzione dove mi sono fermato a mangiare. Ho fatto solo una dozzina di km e penso di dover ritornare indietro quando mi sembra di vedere sopra al paese ad una distanza di circa un km la statale, beh, la strada non è asfaltata e va in salita ma penso di provare a raggiungerla. Faccio un chilometro e dopo una curva che c’è? un’insenatura naturalmente a picco sul mare con al di là la statale, peccato, devo tornare indietro ma il posto è molto bello, questi km fatti per sbaglio meritavano che facessi della strada in piu! Sulla statale niente saliscendi ma una sola salita a secco! Ecco un’altra fregatura! Arrivo in cima e mi fermo in un barettino immerso nel verde e al fresco per dissetarmi quando arrivano delle vecchie auto sportive con sul cofano un adesivo con scritto “Tour del Peloponneso” . Porsche, Mercedes pagoda, A.R. duetto, italiani tutti su auto d’epoca scoperte e con certi personaggi veramente unici. Io avendo appena finito di riempire le borracce e bevuto in quantità industriale ho dovuto rifiutare l’invito di una partecipante al gruppo ma siamo rimasti un pò a parlare dei nostri giri salutandoci e facendoci gli auguri del caso. Riparto in discesa e dopo un’altra insenatura fantastica ho pensato fosse già troppo tardi per arrivare Gythio dall’altra parte del secondo dito e perciò mi devo fermare ad Aeropoli. Nome strano, niente campeggi e devo cercare una camera. Giro un po’ per il paese e alla fine trovo la sistemazione. Scarico la bici, porto tutto in camera al secondo piano e dopo una sistemata con ricca doccia mi cambio e già buio vado a vedere cosa metter sotto i denti. Il paese è carino aiutato anche dall’illuminazione che lo rende molto accattivante. Trovo un osteria dove il cuoco per l’ordinazione resosi conto che non ci capiamo mi porta direttamente in cucina facendomi vedere dentro alle casseruole! Fantastico personaggio. Mentre mangio mi parla, ci capiamo molto poco, però mi fa un sacco di complimenti. Mi dice che m’aveva visto arrivare al paese in bici carico dei miei bagagli, mi vuole offrire da bere e si accorge che fumo la pipa, “buono tabacco” dice. Più tardi ci salutiamo e sono belle che pronto per la branda!

Oggi ho fatto KALAMATA – AEROPOLI  (deviazione Stoupa ) di Km 98.61  in 7ore e 19minuti alla velocità media di km13.4  con una velocità massima di 60

Quinto giorno! Da Aeropoli ora avrò una lunga discesa fino a Gythio, niente di particolare tranne il bel tratto di frutteti. Limoni e arance a perdifiato! Chilometri di agrumeti nella piana che arriva fino a Skala dove trovo il bivio per Monemvasia. Intanto decido alla partenza che salto il periplo del secondo dito ( della punta del dito sono 100km circa! ) perché c’è solo una cosa che m’interessava ma avrei dovuto abbandonare la bici con tutti i bagagli per fare una scalinata e arrivare alle grotte di Pirgos Dirou ma questa non mi sembra una buona idea. Le grotte sono un paio di centinaia di metri al di sotto della strada e dicono le guide essere fantastiche e uniche al mondo, in più nei pressi si fanno delle immersioni tra le più belle del mediterraneo e questo mi dice che ci tornerò con più calma e tempo a disposizione! Mentre pedalo decido che non andrò alle grotte di Pirgos Dirou ma non perderò di certo l’isola di Elafonisos. Mentre aspetto il bivio dopo ogni curva vedo in lontananza lungo un tratto di costa i resti di una nave in riva al mare, la ruggine da il tempo al suo incagliamento! Qui la strada inizia con dei saliscendi che poi diventano solo salite. Lunghe salite non impegnative ma sfiancanti fino all’ora di pranzo con la fame che il sole e l’impegno per valicare il passo mi mette addosso. Vedo a fianco della strada semipolverosa un osteria, di quelle che ricordo in gioventù anche in Italia. Persone anziane sedute attorno all’unica tavolata insieme al padrone, evidentemente amici che tutti insieme festeggiano a base di pesce! Mi siedo mentre vedo che attorno alla bici c’è il solito capannello di bimbi più o meno grandicelli che la guardano. Il padrone si alza dalla sua tavola e prende l’ordinazione, in italiano stavolta visto che le persone anziane in Grecia parlano tutte abbastanza bene l’italiano. Piatto unico! Carne con verdura e patate lesse! Finito pago i 10 euro che mi chiede e con le borracce piene riparto. Intravedo il mare e in lontananza Momenvasia che si erge su una penisola rocciosa come una roccaforte a guardia verso mare. La visito facendo anche due passi per sgranchirmi le gambe e vedo che di fermarmi qui non mi va, il solo è ancora alto e decido che la prossima sosta la farò se arrivo in tempo per il traghetto sull’isolotto di Elafonisos. Ora la strada si fa veramente dura, la vegetazione è fantastica e i passaggi sono molto belli ma la salita è impegnativa perché per passare dall’altro versante del dito devo andare ad oltre 1000mt su in montagna. Passo due paesini e dopo quasi 3 ore di salita inizia la discesa, molto difficile per il solito pessimo fondo stradale e anche perché molto ripida! Arrivo alla statale in brevissimo tempo e dopo pochi km vedo il cartello per il traghetto, troppo tardi non si fanno più corse, mentre decido cosa e dove andare arriva in porto ( oddio proprio un porto no ma diciamo sul molo dove attracca il traghetto ) una barca che mi propone di farmi attraversare il km di mare che divide la terra ferma con l’isola, costo 3 euro, benissimo! carichiamo a braccia la bici con  tutto il carico. Breve traversata e inizio a perlustrare il posto. Campeggi mi dicono essercene uno dall’altra parte dell’isola, naturalmente anche se è un’isola abbastanza piccola di pianura neanche a parlarne, una decina di km o anche meno ed eccomi davanti al campeggio ma decido che essendo tardi e senza possibilità di cenare nei pressi torno indietro verso l’unico paese dove sono arrivato in barca e cercherò una camera per stanotte e un posto per cenare. Il porticciolo è molto caratteristico e ha come terminale un istmo con una chiesetta molto bella.

Vado in camera. Sistemo tutto bici compresa e metto nel terrazzino i vestiti da bici ad asciugare poi esco per cercare dove mangiare. La scelta tocca e non poteva essere diversamente li davanti alla chiesetta! Dopo cena una passeggiata e a letto che domani è un altro giorno.

Oggi AEROPOLI – MONEMVASIA – ELAFONISOS  di Km 142.84  in 9ore e06minuti alla velocità media di 15.5  e velocità massima di 63.4

Sesto giorno! Mentre aspetto il traghetto sono sul molo e tutta quest’acqua trasparente mi mette una voglia irrefrenabile di tuffarmi, manca una mezz’ora e non mi faccio pregare, del resto ieri sera quando sono arrivato non ho fatto in tempo a fare un bagno. Mi rivesto e salgo con la bici a mano sul traghetto dove basta un elastico per legarla alla ringhiera. Appena scendo riprendo la strada che ho fatto ieri arrivando e prima di scaldarmi faccio provviste. Ora ci sono un paio d’ore di saliscendi anche impegnativi con alcuni scenari caratteristici dell’interno fino a Skala dove ritrovo le piantagioni di agrumi e lungo la strada principale le bancarelle dove è esposta la merce in vendita. Questa cosa mi fa pensare a quanto sia fortunato per il fatto che di frutta ne avrò fin che voglio. Le arance servono eccome con questo clima e i limoni li spremerò per mescolarli con l’acqua per la borraccia. Arrivo a Skala e prendo in direzione Geraki. La strada prende in direzione dell’interno dove inizia subito un susseguirsi di salite più o meno impegnative toccando bei paesi sperduti. Arrivo ad un bivio e mentre sono fermo che studio la cartina un automobilista che arriva dalla parte opposta mi saluta calorosamente e mi chiede in francese se può farmi una foto, acconsento con stupore e dopo avermi fatto la foto mi fa i complimenti! Questa cosa me la spiegherò meglio dopo alcune ore quando arriverò a Kosmas lassù sulle montagne. Il paesino arriva dopo tre ore e tanta sofferenza per il vento caldo ovviamente contro e la lunghissima salita. Fare circa 30km con pendenze non impegnative ma inesorabili mi rende alquanto pensieroso specie quando prendo per la discesa! 38km in mezzo ad una valle incredibile e solitaria ma di una bellezza veramente rara. Pareti di roccia da ambo le parti con un fiume in mezzo appena sotto la strada dissestata piena di oleandri fioriti. Massi in mezzo al fiume assolutamente levigati dalla corrente che però ora risulta assente. Deve essere uno spettacolo a primavera quando il fiume è in piena! La discesa è impegnativa oltre che per il fondo stradale per i sassi caduti dalle rocce sovrastanti e anche dalla pendenza che mi fa raggiungere alcune volte velocità folle con quel carico. Il mio pensiero e la mia preoccupazione è di non cadere perché da li non passa nessuno ed infatti non incontrerò nessun mezzo! Arrivo a Leonidio che sono le 20 e visto che non c’è campeggio decido di continuare visto la bellezza della strada sul mare. A questo punto con continui saliscendi e l’ora tarda cosa può succedermi ancora? Appena mi pongo il problema sento il cambio che non va , mi fermo e lo regolo ma la fretta di sistemarlo mi fa attardare ancora più. Arrivo al primo paese e speranzoso di trovare il campeggio mi dicono che “appena al di la del promontorio che vedi avanti ce né uno” . E’già buio, monto le luci e le accendo subito iniziando a pedalare. Sono le 21 e 30 e al termine della discesa dopo il promontorio mi indicano il campeggio che non avrei mai trovato senza indicazioni! Al buio del campeggio poco illuminato monto la tenda e faccio le solite cose sperando che possa trovare ancora da mangiare nei pressi. Questa cosa per fortuna si avvera e nella locanda sopra il campeggio semi deserto trovo qualcosa da mangiare. La notte arriva velocemente anche se la giornata è passata ed è stata lunghissima e difficile.

Oggi ELAFONISOS – ZARINZI  di Km 153.80 in 10ore e 49minuti alla velocità media di km 14.2 e velocità massima di 65

Settimo giorno! La mattina appena sveglio mi piace rimanere nel sacco a pelo ancora un po’ a sentire i rumori dei vicini di tenda ma soprattutto il rumore del mare. Il mare ieri sera dopo cena con sullo sfondo la luna piena era veramente molto bello e suggestivo ma per  i vicini di tenda ne devo fare a meno ( volentieri ) Alla luce del giorno devo dire che la privacy trionfa visto gli spazi vuoti. Solita prassi, smonto la tenda e carico la bici, pago il campeggio e parto non prima di aver fatto provviste nel negozietto del camping. Ora la direzione per la sera sarà spero oltre il canale di Corinto. Non posso fare a meno di constatare che il paesaggio è cambiato. Pianura e degrado. Paesi senza storia e pochi punti d’interesse. Oltre tutto il caldo si fa veramente opprimente. Raggiungo inutilmente la città di Corinto dove ho molte difficoltà a trovare il famoso canale e poi mi dirigo verso Xilokastro. Questa costa non mi piace molto e cerco di passarla velocemente. Paesini uno attaccato all’altro, sempre sulla costa ma senza un minimo di punti d’interesse. Arrivo a sera a Xilokastro ma non ci sono campeggi e nemmeno trovo la possibilità di camere,  ci sono solo Hotel.  Decido di passare oltre ma la costa e le possibilità di sosta rimangono le stesse. Allora visto le difficoltà decido di continuare. Mi fermo in un negozio e faccio provviste, acqua, birra, pane e prosciutto, formaggio e un pò di dolci che non fanno mai male! Monto le luci sulla bici e continuo. Di sera al buio il paesaggio migliora un pò e il caldo diminuisce. Le auto smettono di girare lasciandomi un po’ più di tranquillità. La Grecia da questa parte è veramente incasinata, traffico e degrado totale. Ogni tanto chiedo se c’è la possibilità di avere una camera ma invano. Arrivo ad un paesino e vedo una luce dentro ad un locale che sembra una osteria, un vecchio sta tentando di aggiustare un motore di una pompa, gli chiedo se ha una camera in inglese lui alza lo sguardo e mi chiede la nazionalità, appena gli dico che sono italiano mi fa un sorriso e mi dice di si. Chiama una ragazza e gli dice in greco alcune  parole poi si gira e torna concentrato sul motore, io mi avvicino e rimango a guardare in silenzio. Dopo 10 minuti ritorna la ragazza e mi fa cenno di seguirla. Andiamo al piano di sopra facendo una scala un pò malandata ma pulita e mi porta a vedere la camera che è a fianco dell’appartamento che credo sia del “vecchio”, mi chiede se va bene, quando gli chiedo il prezzo mi dice di chiederlo al padrone. Torniamo giù e lei va via direttamente. Penso che se fossi arrivato 5 minuti dopo non se ne faceva niente. Il vecchio mi dice che vuole 20 euro e io accetto, mi dice che la bici li “in vetrina” va bene e che non sparisce niente, di stare tranquillo. Vado in camera e finalmente alle 11 e 30 mi faccio una doccia, mangio e vado a letto subito. Domani mattina sveglia presto perché sarà l’ultimo giorno che passerò in Grecia e devo arrivare a Patrasso entro le 14 per prendere il traghetto.

Oggi  ZARINZI – LYKOPORIA  di  Km 165.94 in 9ore e 14minuti alla  velocità media di 17.9 e  velocità massima di 65.9

Ottavo giorno! Al mattino mi accorgo che la camera è baciata dal sole che filtra attraverso le persiane un pò datate e dà sul mare. Il paesaggio è naturale e tranne una enorme vasca di pesci pronti per la scelta dei commensali di un ristorantino a fianco non c’è altro. Il gioco di luce che filtra attraverso l’acqua è particolare e mi arriva fin su in camera. Mi preparo e per l’ultima volta carico le sacche sulla bici, saluto il vecchio e inizio l’ultima giornata in Grecia sui pedali. Ora la strada la vedo messa peggio rispetto a ieri sera. Di sera l’atmosfera e la luce fa diventare più affascinante tutto e chi pedala si trova immerso in un’atmosfera magica. Mi rimangono circa 80 km ma le sorprese non finiscono. Il cambio mi da sempre problemi e mi devo fermare ogni 10km per regolarlo, il vento prende a soffiare contro ma fin che la strada rimane sul mare la prendo bene. Sarà una mattina difficile per queste difficoltà ma ripeto tra me che è l’ultima! In un modo o l’altro arrivo a mezzogiorno e inizio a pensare di comprare qualcosa da mangiare e bere. Arrivo nei pressi del bivio tra Patrasso e del ponte di Rio riuscendo quasi sempre ad evitare la superstrada. Al bivio di Rio dove si passa sul ponte per Antirrio che collega la terraferma al Peloponneso mi dirigo deciso verso il lungomare di Patrasso dove nei giardini mi fermo e vado direttamente a farmi l’ultimo tuffo e mi cambio, mangio, mi dirigo verso il traghetto cambiando la prenotazione con il biglietto e aspetto l’ora di imbarcarmi. Il caldo è opprimente ma il clima è secco anche se il termometro segna 37°. Siamo ai primi di giugno e sono le 14, non immagino ad agosto qui nel piazzale in fila per l’imbarco che caldo possa fare! Come al solito sono il primo a salire, mi sistemo e prendo quello che mi serve per passare le 22 ore che passerò sulla nave-traghetto. Nel viaggio di ritorno sulla nave ci sono molte più persone rispetto all’andata. Tedeschi e olandesi soprattutto, italiani pochissimi, anzi ne troverò solo due, una mamma con una bimba piccola con cui dividerò il tavolo al self service.

Oggi ultimo giorno ho fatto LYKOPORIA –  PATRASSO  di Km 86.61 in ore e 05minuti alla  velocità media di 17.7  e velocità massima di 47.4

Come sono partito arrivo ad Ancona appena dopo pranzo, sono il primo come al solito a scendere dalla nave e mi dirigo deciso verso il parcheggio dove ho lasciato la mia auto finendo la mia vacanza. Appena una decina di giorni prima sono partito pieno di interesse e dopo aver studiato per lungo tempo il Peloponneso. La vacanza è stata tutto sommato interessante ma anche piena di insidie. Strade dissestate e trafficate come le superstrade che ho dovuto percorrere mi hanno fatto capire che la Grecia o almeno la parte iniziale non è il massimo per il ciclista e infatti non ne ho trovato nessuno a parte nelle ultime ore alla periferia di Patrasso. Due ciclisti singoli e una coppia. Loro hanno deciso di iniziare il giro in senso orario al contrario di me ma non è detto che facciano tutto il giro. Tirando le somme ho fatto nove giorni avendo unito 3 tappe pedalandole in due soli giorni e anche se un po’ “tirate” sono state tappe piene di sorprese. Ho finito dalla parte peggiore e perciò il Peloponneso mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Una risposta su “Il mio Peloponneso”

Ciao Graziano

Molto bello questo racconto, mentre lo leggevo mi sembrava di essere tornato in Grecia, una terra con cui ho condiviso un grande amore.

La tua avventura ha fatto scattare in me una promessa, lanciarmi sulle due ruote in terra ellenica.
Magari la prossima volta partiamo insieme!

Buon viaggio
Riccardo

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