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Fermiamo la strage!

Ancora una volta si parla della sicurezza dei ciclisti e degli utenti “deboli” della strada solo dopo un grave incidente stradale. Sette morti tutti insieme sono un’enormità, come lo sono stati tre anni fa i sette morti sul lavoro della Thyssen, con cui per una singolare coincidenza condividono la data della tragedia: il 5 Dicembre.

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Come gli operai bruciati nel rogo hanno giustamente messo in evidenza la drammatica situazione delle morti bianche, speriamo che la morte dei sette ciclisti di Lamezia accenda i riflettori sulla continua strage degli utenti deboli, invisibili perché in genere muoiono da soli, falciati sulle strade italiane. Ciò darebbe un minimo di senso al loro sacrificio.

Uno studio della FIAB, dimostra che mentre i morti sulle strade sono in continua diminuzione in valore assoluto, ciò non vale per gli utenti “deboli”: pedoni e ciclisti continuano a morire come negli anni scorsi, e sono l’83% dei morti in città.

Facciamo un gesto concreto per partecipare al lutto dei familiari! Pensiamo a quei morti ogni volta che saliamo su un’auto, come autisti o come passeggeri, cerchiamo di cambiare i nostri comportamenti e di influenzare quelli di chi ci sta attorno, soprattutto se si tratta di persone che possono lavorare per strade più sicure.

E soprattutto non scateniamo inultili caccie alle streghe. Il comportamento di chi guidava l’auto assassina di Lamezia è stato irresponsabile e criminale, ma ciò non è certo legato al suo passaporto.

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