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Tour del Peloponneso 2010

Peloponneso, periplo in bici

 

Giovedi ore 11 parto in auto fino a Ancona dove alle 15 ho il traghetto, parcheggio a una decina di km dal porto, scarico la bici, metto le borse e mi dirigo verso il porto dove faccio i biglietti andata e “open” per il ritorno, ciò significa che non devo decidere ora un giorno preciso per il ritorno. La traversata la dedico al riordino mentale e al riposo, questi ultimi giorni sono stato molto impegnativi Arrivo a Patrasso dopo aver fatto scalo la mattina presto a Igoumenitsa, sono le 14, oggi ho solo 5 ore per pedalare, meta Kastro-Killinj. Uscendo dal porto mi dirigo verso ovest tenendo il mare sulla mia destra, le strade sono caotiche, pericolose e dissestate! Molte le deviazioni per “lavori in corso” vari cartelli indicano la statale ( superstrada ) per Pirgos, non la vorrei fare ma capisco che non c’è alternativa e a malincuore inizio a pedalare con foga quasi che mi voglia levare prima possibile da li. Arrivo al bivio per Kastro-Killinj dove ho deciso di finire il primo giorno in terra ellenica, il contachilometri segna 50km, incredibile viaggiare su questa strada dove i tir e le corriere ti sfiorano anche sulla corsia di emergenza a 20 cm da te! Viaggio con un occhio alle spine dei rovi sul lato destro e l’altro sullo specchietto per prepararmi agli arrivi pericolosi. Qui la strada si fa più tranquilla, stretta ed in mezzo agli ulivi poi inizia la salita, sono le 18 ho ancora un trentina di km ma almeno mi posso rilassare e gustarmi il panorama.

 

Arrivo verso le 19 e 30 al campeggio Melissa, piccolo e carino, mi rimane di montare la tenda, cenare  e poi a nanna!  Una signora anziana mi prende i documenti e mi dice d’andare dove voglio. Credo di trovare piazzole vuote ma sbaglio, il campeggio non è pieno, oltre la metà è occupato da cartelli di prenotazioni con data, ne scelgo uno vicino al mare occupato solo per i giorni oltre la mia permanenza. Nel campeggio ci sono molti tedeschi, ma anche francesi e olandesi, più tardi dopo cena facendo una passeggiata incontro anche 2 coppie di italiani in camper che mi sconsigliano di recarmi ad Atene e nel caso mi dicono di andarci in autostrada (in bici) che è più sicura, incredibile! PATRASSO – KASTRO/KILLINI  Km 78.77 h 04.07.28 media kmh 19.00 v.max 52.5

La  mattina si dovrebbe partire presto visto il caldo che c’è ma la prendo comoda, smonto la tenda, preparo le borse e caricato la bici parto tranquillo. La strada per un pò di km è un saliscendi continuo e a tratti anche impegnativi, con il carico che ho non posso di certo fare le corse però mi gusto i paesini. Arrivo sulla provinciale e siamo da capo, la superstrada a due corsie che ho odiato ieri! Oggi ne dovrò fare di più! Sapevo che i primi 2 giorni avrei dovuto fare 250km cosi. Mi sarebbe piaciuto rimanere piu vicino al mare ma non lo vedo se non in lontananza e questo non mi piace molto. La Grecia rispetto al giro della Corsica dello scorso anno è meno godereccia e molto più afosa. Arrivo a Kyparissa e la superstrada continua per Kalamata tagliando all’interno mentre io vado verso il primo “dito”. Strada meno trafficata, vedo un sacco di camion e pick-up con operai intenti a caricare e scaricare cocomeri, tanti come non ne ho mai visti. Prima li raccolgono, li sistemano sui trattori e poi li trasferiscono su tir pronti per trasferirli ai mercati, magari anche oltre frontiera. Un lavoraccio! Mi ricordano molto i neri d’America o meglio dire gli schiavi. Faccio una deviazione per Kalo Nero dove avevo letto di un posto fantastico e rimango deluso, peccato, intanto cresce in me sempre più la voglia di mare! Arrivo a Pylos dove trovo il campeggio Erodios, carino ma soprattutto vicino allo stagno di Gialova. Mi registro e pago 11,50 euro, vado al self service dove mangio come un re e poi a nanna! Intanto sta Grecia continua a non piacermi!                             2 – KASTRO/KILLINI – PYLOS ( Gialova ) Km 158,32  h 8.53  v.media18.5  v.max 60,5

Uscendo dal campeggio vado verso lo stagno, è alquanto paludoso mentre di fronte il mare o meglio l’insenatura perfettamente rotonda come si presenta è magnifica. Questo lo scenario,

da una parte lo stagno e dall’altra il mare interno perfettamente rotondo e con sabbia finissima, una piccola divisoria come si può vedere dalla foto e al di la il mare aperto! Uno spettacolo della natura! Ritorno sulla statale che non è più trafficata come sulla superstrada ma si alterna tra i paesini sul mare. Qui ha inizio il primo dito e con esso le salite ma con questi scorci ne vale la pena sudare. Fa molto caldo ma l’aria è priva di umidità, non riesco a vedere il mio sudore tanto che inizio a cospargermi di crema protettiva contro le scottature ma invano. Verificherò che il sole è micidiale nonostante io sia già bello che abbronzato. Scottature sulle spalle e alle braccia con un moltitudine di bollicine d’acqua che ogni giorno rompendosi mi causano un prurito micidiale. La salita dura 3 ore e appena arrivo al paese di Koroni mi fiondo in acqua, sono le 14 e il sole ce l’ho dritto sulla testa, la spiaggia è di ciottoli e ammiccando per il male ai piedi martoriati raggiungo l’acqua.

 

Mangio e mi corico su dei massi, riuscendo addirittura a fare un pisolino. Riprendo il viaggio, si annuvola e l’umidità è aumentata molto, ora si che si suda per davvero! La meta è Kalamata dove trovo una cittadina con una passeggiata ed un via-vai tremendo ma sono alla ricerca di un campeggio. Sono quasi alla fine della strada quando vedo una specie di cartello con scritto camping e hotel ??????? entro e vedo un signore anziano che annaffia le piante di aranci e di limoni, mi conferma che il camping è proprio li, nessun ‘inquilino’ nel camping, pago 7 euro e pianto la tenda sotto degli aranceti. Più tardi farò la doccia in un bagno che ha dell’incredibile tanto che faccio delle foto perché non ci posso credere che esista un posto cosi!

Il signore su mia richiesta mi “consiglia” un posto per mangiare vicino e visto la mia stanchezza mi dirigo a passo svelto. Questa giornata è stata incredibile e la voglio finire al più presto. Il posto consigliatomi è veramente incredibile ma in positivo al contrario del camping. Panche e sedie di legno, tavoli grezzi e lampade fatte con pezzi di legno grezzo e levigato dal mare riescono a creare un ambiente povero, naturale, ma molto caratteristico. Sono solo a cena ma non importa, mangio molto e benissimo, spendo 15 euro, meglio di cosi questa giornata non poteva finire anche perché mancava che finisse in altro modo! Vado in tenda e dormo il sonno dei giusti.

3 – PYLOS ( GIALOVA ) – KALAMATA  Km 109,85  h 7.52 v.media13.9  v.max 61.0

 

Oggi inizierò il secondo dito. Non credevo di trovare tre salite toste cosi, il carico e il caldo lasciano il segno e mi ritrovo sfinito. Dopo una cinquantina di km mi fermo per fare un bagno, il caldo opprimente svanisce dopo il tuffo nel mare più azzurro che ci sia e dopo mangiato riprendo a pedalare con più vigore. La strada è fantastica, sono ad un palmo dal mare in continui saliscendi,con

insenature e spiagge idilliache. Arrivo in un paesino, oddio…diciamo 3 case e una stradina cementata che passa tra il mare e le case, appena finisce il paese la strada si fa sterrata e inizia la salita, qui capisco che “forse” ho sbagliato direzione dove mi sono fermato a mangiare. Ho fatto solo una dozzina di km e penso di dover ritornare indietro quando mi sembra di vedere sopra al paese ad una distanza di circa un km la statale, beh, la strada non è asfaltata e va in salita ma penso di provare a raggiungerla. Faccio 1km e dopo una curva che c’è? un’insenatura naturale a picco sul mare con al di là la statale, peccato! ma il posto meritava lo stesso questi km fatti per sbaglio, si torna indietro! Ora mi aspetta una lunga salita! Arrivo in cima e mi fermo in un bar tipico immerso nel verde e al fresco per dissetarmi quando arrivano delle vecchie auto sportive con sul cofano un adesivo con scritto “Tour del Peloponneso”. Porsche, Mercedes pagoda, A.R. duetto, italiani su auto d’epoca scoperte con certi personaggi veramente unici. Riparto in discesa e dopo un’altra insenatura

fantastica ho pensato fosse già troppo tardi per arrivare a Gythio dall’altra parte del secondo dito e perciò mi fermo ad Aeropoli, nome strano, niente campeggi e devo cercare una camera. Il paese è carino aiutato anche dall’illuminazione che lo rende molto accattivante. Trovo un osteria dove il cuoco per l’ordinazione resosi conto che non ci capiamo mi porta direttamente in cucina facendomi vedere dentro alle casseruole! Fantastico personaggio. Mentre mangio mi parla, ci capiamo molto poco, però mi fa un sacco di complimenti. Mi dice che m’aveva visto arrivare al paese in bici carico dei miei bagagli, mi vuole offrire da bere e si accorge che fumo la pipa, “buono tabacco” dice. Più tardi ci salutiamo e sono belle che pronto per la branda!

4 – KALAMATA – AEROPOLI  (deviazione Stoupa )  Km 98.61  h 7.19  v.media13.4  v.max 60

 

Lunga salite ieri fino a Aeropoli perciò oggi per arrivare a Gythio ho solo discesa, circa 30km. In pianura ritrovo le coltivazioni di limoni e arance! Chilometri di agrumeti nella piana che arriva fino a Skala dove trovo il bivio per Monemvasia  Intanto decido alla partenza che salterò il periplo del secondo dito ( della punta del dito sono 100km! ) perché c’è solo una cosa che m’interessava ma avrei dovuto abbandonare la bici con tutti i bagagli per fare una scalinata e arrivare alle grotte di Pirgos Dirou ma questa non mi sembra una buona idea. Le grotte sul mare e io a 350mt siamo troppo lontani, le guide dicono essere fantastiche e uniche al mondo, si fanno delle immersioni tra le più belle del mediterraneo e questo mi dice che ci tornerò con calma e più tempo a disposizione! In cambio delle grotte pedalerò fino all’isola di Elafonisos. Mentre m’aspetto il bivio dopo ogni curva, vedo in lontananza in un tratto di costa i resti di una nave in riva al mare, la ruggine da il tempo al suo incagliamento! Mi ricorda tanto quella nello stretto di Tiran tra l’Arabia e l’Egitto.

 

Vedo a fianco della strada semipolverosa un osteria, le stesse che vedevo da piccolo, persone anziane sedute intorno all’unica tavolata insieme al padrone, evidentemente amici che tutti insieme festeggiano a base di pesce! Mi siedo mentre vedo che attorno alla bici c’è il solito capannello di bimbi più o meno grandicelli che la guardano. Il padrone si alza dalla sua tavola e prende l’ordinazione, in italiano stavolta visto che le persone anziane in Grecia parlano abbastanza bene la mia lingua. Piatto unico! Carne con verdura e patate lesse! Finito pago i 10 euro che mi chiede e con le borracce e la pancia piena riparto. Intravedo il mare e in lontananza, è Momenvasia che si

erge su una penisola rocciosa come una roccaforte a guardia verso mare. La visito facendo due passi per sgranchirmi le gambe, è presto per fermarmi, il sole è ancora alto e decido che la prossima sosta la farò se arrivo in tempo per il traghetto sull’isolotto di Elafonisos. Ora la strada si fa veramente dura, la natura è fantastica e i passaggi sono molto belli ma la salita è impegnativa perché per passare dall’altro versante del dito devo andare oltre 1300mt su in montagna. Passo due paesini e dopo quasi 3h inizia la discesa, molto difficile per il solito pessimo fondo stradale e anche molto ripida! Arrivo alla statale in brevissimo tempo e dopo pochi km vedo il cartello per il traghetto, ma arrivo troppo tardi, non si fanno più corse! Mentre decido cosa e dove andare arriva nel porticciolo una barca che mi propone di farmi attraversare il km di mare che divide la terra ferma con l’isola per 3 euro! Carichiamo a braccia la bici con il tutto carico. Breve traversata e inizio a perlustrare l’isola. Campeggi mi dicono essercene uno dall’altra parte dell’isola, naturalmente anche se è un’isola abbastanza piccola di pianura neanche a parlarne, una decina di km ed eccomi davanti al campeggio, ma non mi piace e torno indietro verso il paesino, cercherò una camera per stanotte e un posto per cenare. Il porticciolo è molto caratteristico e ha come terminale un istmo con una chiesetta

Vado in camera e sistemo tutto bici compresa. Metto sul terrazzino i vestiti lavati ad asciugare poi esco per cenare. Cena con il mare sullo sfondo e la mitica chiesetta a farmi compagnia e poi a nanna

5 – AEROPOLI – MONEMVASIA – ELAFONISOS  Km 142.84  h 9.06  v.media15.5  v.max 63.4

 

Mentre aspetto il traghetto sono sul molo e tutta quest’acqua trasparente mi mette una voglia irrefrenabile di tuffarmi, manca una mezzora e non mi faccio pregare troppo, del resto ieri sera quando sono arrivato non ho fatto in tempo a fare un bagno. Mi rivesto e salgo con la bici sul traghetto dove basta un elastico per legarla alla ringhiera. Appena scendo riprendo la strada che ho fatto ieri arrivando e prima di scaldarmi faccio provviste. Ora ritornerò a Skala dove ritrovo gli agrumeti e lungo la strada principale le bancarelle dove espongono la merce in vendita.

 

Questa cosa mi fa pensare a quanto sia fortunato perché la frutta è indispensabile. Le arance da mangiare e i limoni da spremere nella borraccia. Arrivo a Skala e prendo la direzione di Geraki. La strada ora và verso l’interno. Arrivo ad un bivio e mentre sono fermo a studiare la cartina un automobilista che arriva dalla parte opposta mi saluta calorosamente e mi chiede in francese se può farmi una foto, acconsento con stupore poi mi saluta facendomi ancora i complimenti! Questa cosa me la spiegherò meglio dopo 3 ore di salita a Kosmas lassù sulle montagne. Vento caldo e una salita di 30km con pendenze anche impegnative mi rende alquanto pensieroso specie quando inizia la discesa! 38km in mezzo ad una valle incredibile e solitaria ma di una bellezza rara. Pareti di roccia da ambo le parti con un fiume in mezzo appena sotto la strada dissestata piena di oleandri fioriti.

La discesa è impegnativa per il fondo stradale, per i sassi caduti dalle rocce sovrastanti e anche per la pendenza che mi fa raggiungere alcune volte velocità folle con quel carico. Il mio pensiero e la mia preoccupazione è di non cadere perché da li non passa nessuno ed infatti non incontrerò nessun mezzo fino a che arrivo a Leonidio, sono le 20 e visto che non c’è un campeggio decido di continuare visto la bellezza della strada sul mare. A questo punto con continui saliscendi e l’ora tarda cosa può succedermi ancora? Appena mi pongo il problema sento il cambio che non va , mi fermo e lo regolo ma la fretta di sistemarlo mi fa attardare ancora più. Arrivo al primo paese e speranzoso di trovare il campeggio mi dicono che è “appena al di la del promontorio ” . E’già buio, monto le luci e le accendo continuando a pedalare. Sono le 21 e 30 e al termine della discesa dopo il promontorio mi indicano il campeggio che non avrei mai trovato senza indicazioni! Al buio del campeggio non illuminato monto la tenda e faccio le solite cose sperando che possa poi trovare da mangiare ed infatti sopra il campeggio trovo una locanda. La notte arriva velocemente anche se la giornata è passata ed è stata lunghissima, difficile ma intensa e fantastica per la natura incontrata.

6 – ELAFONISOS – ZARINZI  Km 153.80  h 10.49  v.media 14.2  v.max 65

 

La mattina appena sveglio mi piace rimanere nel sacco a pelo ancora un po’ a sentire i rumori dei vicini di tenda ma soprattutto il rumore del mare. Il mare ieri sera dopo cena con sullo sfondo la luna piena era veramente molto bello e suggestivo ma per i vicini di tenda ne devo fare a meno (volentieri) Solita prassi, smonto la tenda e carico la bici, pago il campeggio e parto non prima di aver fatto provviste nel negozietto del camping. Ora la direzione per la sera sarà spero oltre il canale di Corinto. Non posso fare a meno di constatare che il paesaggio è cambiato. Pianura e degrado. Oltre tutto il caldo si fa veramente opprimente. Raggiungo inutilmente la città di Corinto

dove ho molte difficoltà a trovare il famoso canale e poi mi dirigo verso Xilokastro. Questa costa non mi piace molto e cerco di passarla velocemente. Arrivo a sera a Xilokastro ma non ci sono campeggi e nemmeno trovo la possibilità di camere,  ci sono solo Hotel.  Decido di passare oltre ma la costa e le possibilità di sosta rimangono le stesse. Allora visto le difficoltà decido di continuare anche all’imbrunire. Mi fermo in un negozio e faccio provviste, acqua, birra, pane e prosciutto, formaggio e un pò di dolci che non fanno mai male! Monto le luci sulla bici e continuo.

 

Di sera al buio il paesaggio migliora un pò e le auto smettono di girare lasciandomi un po’ più di tranquillità. La Grecia da questa parte è veramente incasinata, traffico e degrado totale. Ogni tanto chiedo se c’è la possibilità di avere una camera ma invano. Sono le 23 quando arrivo a Lykoporia, vedo una luce dentro ad un locale che sembra una osteria, un vecchio sta tentando di aggiustare un motore di una pompa, gli chiedo in inglese se ha una camera, lui alza lo sguardo e mi chiede la nazionalità, appena gli dico che sono italiano mi fa un sorriso e mi dice di si. Chiama una ragazza e gli dice in greco alcune  parole poi si gira e torna concentrato sul motore, io mi avvicino e rimango a guardare in silenzio. Dopo 10 minuti ritorna la ragazza e mi fa cenno di seguirla. Andiamo al piano di sopra facendo una scala un pò malandata ma pulita e mi porta a vedere la camera che è a fianco dell’appartamento che credo sia del “vecchio”, mi chiede se va bene, quando gli chiedo il prezzo mi dice di chiederlo al padrone. Torniamo giù e lei va via direttamente. Penso che se fossi arrivato 5 minuti dopo non se ne faceva niente. Il vecchio mi dice che vuole 20 euro, accetto. Vado in camera e finalmente alle 11 e 30 mi faccio una doccia, mangio e vado a letto subito. Domani mattina sveglia presto perché sarà l’ultimo giorno che passerò in Grecia e devo arrivare a Patrasso entro le 14 per prendere il traghetto.

7 – ZARINZI – LYKOPORIA   Km 165.94  h 9.14  v.media 17.9  v.max 65.9

 

Al mattino mi accorgo che la camera è baciata dal sole che filtra attraverso le persiane un pò datate e dà sul mare. Il paesaggio è povero ma naturale e tranne una enorme vasca di pesci pronti per la scelta dei commensali di un ristorantino a fianco non c’è altro. Il gioco di luce che filtra attraverso l’acqua è particolare e filtra in camera. Mi preparo e per l’ultima volta carico le sacche sulla bici, saluto il vecchio e inizio l’ultima giornata in Grecia sui pedali. Ora la strada la vedo messa peggio rispetto a ieri sera. Di sera l’atmosfera e la luce fa diventare più affascinante tutto e chi pedala si trova immerso in un’atmosfera magica. Mi rimangono circa 80 km ma le sorprese non finiscono. Il cambio mi da sempre problemi e mi devo fermare ogni 10km per regolarlo, il vento prende a soffiare contro ma fin che la strada rimane sul mare la prendo bene. Sarà una mattina difficile per queste difficoltà ma ripeto tra me che è l’ultima! Arrivo nei pressi di Patrasso e precisamente a Rio

riesco quasi sempre a evitare la superstrada, al bivio di Rio dove si passa sul ponte per Antirrio che collega la terraferma al Peloponneso mi dirigo deciso verso il lungomare di Patrasso dove nei giardini mi fermo e vado direttamente a farmi l’ultimo tuffo, mi cambio, mangio, mi dirigo verso il traghetto cambiando la prenotazione con il biglietto e aspetto l’ora di imbarcarmi. Il caldo è opprimente ma il clima è secco anche se il termometro segna 37°. Siamo ai primi di giugno e sono le 14, non immagino ad agosto qui nel piazzale in fila per l’imbarco che caldo possa fare! Come al solito sono il primo a salire, mi sistemo e prendo quello che mi serve per passare le 22 ore che passerò sulla nave-traghetto. Nel viaggio di ritorno sulla nave ci sono molte più persone rispetto all’andata. Tedeschi e olandesi soprattutto, italiani pochissimi, anzi ne troverò solo due, una mamma con bimba piccola con cui dividerò il tavolo al self service.

8 – LYKOPORIA –  PATRASSO   Km 86.61  h 5.05.51  vel.media 17.7  v.max 47.4

 

Come sono partito arrivo ad Ancona anche oggi appena dopo pranzo, sono il primo come al solito a scendere dalla nave e mi dirigo deciso verso il parcheggio dove ho lasciato la mia auto finendo la mia vacanza. Appena una decina di giorni prima sono partito pieno di curiosità e dopo aver studiato per lungo tempo il Peloponneso. La vacanza è stata tutto sommato interessante ma anche piena di insidie. Strade dissestate e trafficate come le superstrade che ho dovuto percorrere mi hanno fatto capire che la Grecia o almeno la parte iniziale non è il massimo per il ciclista e infatti non ne ho trovato nessuno a parte nelle ultime ore alla periferia di Patrasso, 2 ciclisti e una coppia. Loro hanno deciso di iniziare il giro in senso orario al contrario di me. Tirando le somme ho fatto nove giorni avendo unito 3 tappe pedalandole in due giorni e anche se un po’ “tirate” sono state tappe piene di sorprese. Quest’ultima giornata, almeno da questa parte della Grecia mi ha lasciato l’amaro in bocca

 

Intanto sto già pensando al ritorno a casa e addirittura al mio prossimo viaggio in Africa nel gennaio/febbraio 2011

 

 

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