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Viaggiare

Tempo fa spiegavo ad un amica il perché mi piace viaggiare, da solo, in bicicletta. Il viaggiare lento diventa ancor più lento da soli. Vivi momento per momento, attimo dopo attimo, la giornata diventa lunghissima e intensa. Si ha la percezione di assaporare metro dopo metro, senza interferenze. I tempi sono tutti tuoi e non sono interrotti da nulla. Viaggiare in coppia rimane comunque bellissimo perché puoi condividere con il compagno/a l’esperienza e puoi trarre forza da chi ti sta vicino. Leggendo in rete ho trovato alcune definizioni di viaggiare, me le appuntai anni fa in un quaderno che ora voglio condividere. Inizio con la frase che ho nella testata del mio blog quale mia filosofia e poi con quelle in cui mi ci rispecchio.

La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte.

La via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo.

C’è gente che viaggia per conoscere persone nuove; altre per dimenticare quelle che già conosce.

A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.

Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire da casa propria.

Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero di angolazioni possibili.

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.

I grandi viaggi hanno questo di meraviglioso, che il loro incanto comincia prima della partenza stessa. Si aprono gli atlanti, si sogna sulle carte. Si ripetono i nomi magnifici di città sconosciute.

Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. La mente non sa separarsi dal viaggio.

E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse.

Seguite l’impulso del momento, senza programmare nulla e salite su un aereo o fate il pieno alla macchina e partite. La meta non ha importanza. L’obiettivo è viaggiare con poco bagaglio, stendere le ali e mettere alla prova la vostra capacità di mollare tutto. Lanciarsi istintivamente in un’avventura e allontanarsi per un po’ dalla propria vita è una sensazione straordinaria di libertà.

Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno.

In viaggio, la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora, che il viaggio comincia.

Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina.

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi

Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo.

L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso.

Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita.

Alcune persone hanno avuto il potere di farmi migliorare.
Altre quello di farmi peggiorare.
Quello di cambiarmi l’hanno avuto solo i viaggi.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso…
(Dal film Into the wild)

Viaggiare è sempre, in qualche forma, esplorare se stessi.

Si parte per entrare in contatto con altre identità umane, per riempire una mappa vuota. Si parte perché si è ancora giovani e si desidera ardentemente essere pervasi dall’eccitazione, si va perché si è vecchi e si sente il bisogno di capire qualcosa prima che sia troppo tardi.

Il più bel viaggio, è quello che non è stato ancora fatto.

C’è chi viaggia per perdersi, c’è chi viaggia per trovarsi.

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